BOLZANO. La tutela dei diritti delle persone private della libertà personale si rafforza attraverso una nuova collaborazione tra istituzioni. Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano e il Comune del capoluogo hanno sottoscritto un accordo per ottimizzare le risorse e sostenere l'attività della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Alessandra Orlandi, nominata dal Consiglio provinciale lo scorso luglio ed entrata in servizio a settembre.

L'intesa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa alla Casa circondariale di Bolzano e firmata dal presidente del Consiglio provinciale Angelo Gennaccaro e dal sindaco Claudio Corrarati. All'incontro ha partecipato anche il vicepresidente del Consiglio provinciale Arnold Schuler, promotore della legge provinciale 3/2026 sulla disciplina del garante civico e della garante civica, che ha introdotto anche la nuova figura di garanzia.

L'accordo punta a rendere più efficace l'attività della Garante, ampliando gli strumenti a disposizione per tutelare le persone che si trovano in condizioni di restrizione o limitazione della libertà personale. «Da anni si parla di intervenire sul carcere di Bolzano», ha osservato Gennaccaro, sottolineando come l'istituzione di questa figura rappresenti un passo concreto per rafforzare le garanzie. Anche chi si trova in condizioni che rendono difficile far sentire la propria voce, ha aggiunto, ha diritti che devono essere difesi. La collaborazione con il Comune consentirà quindi di offrire un servizio più efficiente e completo.

Per il sindaco Corrarati, la Garante costituisce un presidio importante per difendere la dignità delle persone private della libertà e mantenere alta l'attenzione sulle loro condizioni di vita. Un compito che riguarda non soltanto la realtà carceraria, ma anche altre situazioni in cui i diritti individuali richiedono particolare attenzione.

Tra le competenze di Orlandi rientrano infatti la promozione di interventi, misure e segnalazioni per garantire i diritti delle persone detenute, di quelle sottoposte a trattamenti sanitari obbligatori e di chi si trova nei centri di prima accoglienza, nei centri di assistenza temporanea per stranieri e in altri luoghi in cui la libertà personale è limitata.

L'obiettivo è intervenire sulle criticità, favorire il rispetto dei diritti e dare visibilità alle condizioni di chi spesso fatica a far arrivare la propria voce alle istituzioni. Un'attività che, nelle intenzioni della nuova Garante, dovrà comprendere anche un lavoro di sensibilizzazione rivolto alla comunità.

«Sensibilizzare l'opinione pubblica sulla realtà del carcere e promuovere progetti per prospettive di vita migliori per le persone detenute è anche un investimento per la sicurezza della collettività», ha dichiarato Orlandi. Per quanto riguarda le altre situazioni di restrizione della libertà, la priorità indicata dalla Garante è invece quella di «dare voce a chi non ce l'ha».

La firma dell'accordo segna così l'avvio di una collaborazione istituzionale destinata a sostenere il nuovo organismo di garanzia e a rafforzare l'attenzione sui diritti delle persone più esposte a condizioni di vulnerabilità.