BOLZANO. Il gruppo Athesia della famiglia Ebner investe nel «Twenty» e ad agosto aprirà un grande negozio dedicato agli articoli per bambini. Si chiamerà «Athesia Toys» e, con una superficie di 1.300 metri, sarà il più grande negozio di questo genere a livello provinciale.

L'OPERAZIONE. «Contrariamente a quanto sostiene l'Unione - commenta Giovanni Podini, proprietario dell'immobile di via Galilei al centro da mesi delle polemiche oltre che dei ricorsi - al Twenty non aprono solo le grandi catene, ma anche società locali. Ci sono Dalvai con il negozio per animali, l'Aspiag, Mister Qee e a breve aprirà il tabacchino. In agosto arriverà l'Athesia».

L'investimento da parte del potente gruppo Athesia nel megastore Podini va al di là di quella che può essere una normale operazione commerciale. Conferma innanzitutto il forte legame tra la famiglia Podini e il mondo imprenditoriale tedesco. Per gli addetti ai lavori dietro l'alleanza Podini-Ebner c'è un filo rosso che si chiama Thomas Widmann. Proprio i rapporti che legano Podini all'assessore avrebbero - secondo coloro che si oppongono al Twenty - influenzato la decisione della commissione tecnica che ha indicato il megastore di via Galilei come la struttura ideale per diventare centro commerciale provinciale. Sull'operazione megastore si è consumata la rottura tra l'Unione e l'assessore che, la scorsa settimana, ha disertato l'assemblea generale dell'associazione. L'Unione è da sempre contrarissima al centro commerciale in quanto sarebbe responsabile della morte dei piccoli negozi a gestione familiare che ancora sopravvivono nei quartieri oltre che del circondario.

I RICORSI. Contro il Twenty sono già stati annunciati - non ancora presentati perché manca la delibera della Provincia - i ricorsi del gruppo Tosolini secondo cui il «Centrum» di via Galvani avrebbe le caratteristiche migliori - soprattutto per quanto riguarda la viabilità - per diventare centro commerciale. Contro il Twenty ricorreranno anche «Trony» e il gruppo Baumgartner. «Trony» perché a suo tempo si era visto negare la possibilità di aprire un megastore di elettrodomestici proprio in via Galilei (vicino a ponte Roma). L'imprenditore Thomas Baumgartner (trasporti) perché la commissione ha bocciato il suo progetto di centro commerciale alla «Spaghettata». Anche per quest'ultima soluzione il punto di forza è rappresentato in particolare dalla viabilità che presenta invece delle criticità su via Galilei.

GIOCATTOLI. In agosto la struttura di via Galilei si arricchirà di ulteriori negozi e servizi, tra cui un altro shop d'abbigliamento, un parrucchiere, un negozio di giocattoli e articoli per bambini. «Come Athesia - spiega Peter Stürz, che segue l'area sviluppo - abbiamo una cartoleria in via Portici e un negozio di giocattoli in via Goethe. Ora vogliamo puntare sul Twenty che ha come target le famiglie. Su un'area di 1300 metri, la più grande del settore a livello provinciale, la clientela troverà dai giochi tradizionali alle ultime novità dell'elettronica. Ma anche cartoleria, libri e tutto quanto serve per la scuola. Proprio per questo abbiamo deciso di aprire il negozio il 20 agosto a ridosso dell'inizio della scuola. Prevediamo di assumere una decina di dipendenti».

IL MERCATO AUSTRIACO. Il Twenty, attualmente, ha una cubatura che si aggira intorno ai 13 mila metri. Il fatto di essere stato indicato come centro commerciale provinciale consente di aumentarla di 7 mila e ciò avverrà con un ampliamento dell'immobile sull'area occupata dall'ex tipografia Borgogno già acquisita dal gruppo Podini. Si prevede che a metà del 2013, quando sarà completato l'intervento, al Twenty ci sarà una quarantina di negozi oltre all'Eurospar. Anche la viabilità dovrebbe migliorare con l'installazione di una nuova segnaletica e la creazione di nuovi posti auto interrati: attualmente sono 650, diventeranno un migliaio. «L'ampliamento dell'attuale complesso - spiega Podini - dovrebbe aumentarne l'attrattività e far sì che le famiglie altoatesine non vadano più a fare acquisti, o almeno riducano le trasferte, fuori provincia. Una volta era la clientela austriaca che veniva a fare shopping in Alto Adige. Oggi è il contrario. Il nostro obiettivo è quello di invertire la tendenza: conquistare la clientela locale e riconquistare quell'austriaca».

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