BOLZANO. In attesa della conclusione delle indagini sul caso Ipes, attesa a breve, aumentano i controlli sull'operato dei dipendenti dell'Istituto provinciale edilizia sociale. Martedì il consiglio di amministrazione approverà il codice etico che, previo nullaosta provinciale, entrerà in vigore immediatamente. Intanto i vertici dell'ente stanno lavorando alacremente per ottenere la certificazione Iso 9001 per tutte le procedure amministrative seguite dagli uffici tecnici, che d'ora in poi saranno controllate da un ente terzo, quindi super partes. Entro fine anno, inoltre, verrà elaborata la Carta dei servizi, ossia dei diritti ma anche dei doveri degli inquilini, e infine verrà attivato il tanto atteso ufficio appalti, separato dalle altre funzioni dell'ente per evitare, usando un eufemismo, casi di mala gestione nelle gare. Gli ultimi ritocchi alle misure in via di predisposizione si stanno limando in queste settimane assieme alla Provincia e i dettagli definitivi, come precisa il presidente Pfitscher, verranno perfezionati al massimo nel giro di un mese, un mese e mezzo. Il codice etico, fortemente voluto dal vicepresidente dell'Ipes, Renzo Caramaschi, passato al vaglio dei sindacati nelle scorse settimane, martedì verrà definitivamente approvato dal cda dell'Istituto, «diventando immediatamente esecutivo», come sottolinea lo stesso Caramaschi, che si dichiara alquanto soddisfatto. «Certo, se qualcuno proprio vuole delinquere, non glielo si può impedire ma, unitamete agli altri passi in via di implementazione, la gestione dell'ente d'ora in poi sarà più severa. I controlli, interni ed esterni, saranno molto più numerosi». Ma cosa prevede esattamente questo nuovo codice etico aziendale? Nel caso in cui chi si trovi a istruire pratiche, relative ad alloggi o lavori, abbia avuto personalmente rapporti con qualcuna delle parti in causa negli ultimi due anni, deve dichiararlo e poi astenersi dal trattare. Il divieto non vale solo per i dipendenti e i consiglieri di amministrazione, ma anche per i loro parenti e affini fino al secondo grado. Le aziende che partecipano agli appalti dovranno astenersi dal tentativo di influenzare l'assegnazione dei lavori. Sarà inoltre vietato qualsiasi tipo di dono o utilizzo di benefit di proprietà dell'impresa a favore dei dipendenti Ipes come pure di parenti e affini. L'impresa che in qualche modo fosse sollecitata a fare regalie dovrà immediatamente segnalarlo al direttore o al presidente dell'Ipes. Ma anche il dipendente al quale vengano offerti doni dovrà fare altrettanto. Nel caso in cui una ditta tentasse in qualche modo di corrompere i dipendenti verrà immediatamente esclusa dalle gare d'appalto e nel caso ciò emergesse a gara vinta si interromperà subito il rapporto. Intanto, in attesa del rinvio a giudizio, «all'Ipes il clima si sta distendendo», come precisa il presidente Pfitscher. «Ora che si è capito chi verrà rinviato a giudizio, i dipendenti sono più sereni, come il pubblico. Noi attendiamo l'esito dell'iter giudiziario. Per ora gli indagati continuano a lavorare, anche se non nelle posizioni precedenti. Si è scelto così perché altrimenti, se la giustizia dovesse stabilire la loro innocenza, avrebbero potuto chiedere un pesante risarcimento».

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