PHOTO
BOLZANO. Sono arrivati, poco dopo mezzanotte di giovedì, a bordo di un pullman e sono stati ospitati in via Galilei, all’interno dell’ex struttura dove fino a poco tempo fa c’era la Formazione professionale italiana: è l’ultimo gruppo di profughi assegnato all’Alto Adige. «Quasi settimanalmente - spiega Luca Critelli, direttore della ripartizione politiche sociali della Provincia - a Roma vengono discusse le quote di profughi da distribuire nelle diverse regioni: attualmente in Alto Adige ne abbiamo 1050-1060, ai quali si aggiungono circa altri 300 fuori quota».
Il capoluogo ospita attualmente il 55% dei richiedenti asilo, ovvero 524 delle quote ufficiali assegnate dal governo e praticamente tutti i 300 fuori quota.
Difficile gestire questi numeri e ancor di più pensare di riuscire a fare integrazione, di qui la pressante richiesta del sindaco Renzo Caramaschi, ribadita anche in occasione dell’incontro di una settimana fa al commissariato del governo, di alleggerire il capoluogo, spostando altrove almeno una parte dei profughi.
Alla notizia dei nuovi arrivi, sui social si sono scatenate le polemiche, perché se da una parte ci sono una serie di assicurazioni per Bolzano, dall’altra si assiste a nuovi arrivi. Ma Caramaschi si dice tranquillo: «A Bressanone e San Candido stanno ultimando i lavori di sistemazione di due vecchie caserme, poi una parte dei profughi che oggi sono a Bolzano verranno spostati lì. Dovrebbe ormai essere questione di qualche settimana».
È vero che la Provincia, sollecitata anche dal prefetto Elisabetta Margiacchi, sta tentando di distribuire nel resto della provincia almeno una parte dei profughi, ma è altrettanto vero che proseguono gli arrivi di disperati che attraversano il mare sui barconi per sfuggire a guerre e miseria. Per questo la Provincia sta cercando altri 700 posti: 330 sono stati individuati, ne mancano 370.
Nonostante la fame di strutture, in particolare per donne con bambini, continua a rimanere inutilizzato il maso Zeiler in vicolo Lageder (Gries), messo a disposizione gratis dall’immobiliarista Hellmuth Frasnelli, perché la Provincia ci metta le famiglie: si calcola ci stiano complessivamente 35-40 persone.
A chi gli chiede quando verrà occupato il maso, che Frasnelli ha ristrutturato a proprie spese (circa 300 mila euro l’investimento), Critelli risponde sempre allo stesso modo: «Dobbiamo ultimare alcuni lavori di messa in sicurezza, ormai comunque è questione di giorni». Ma intanto sono passati tre mesi da quando l’imprenditore ha consegnato le chiavi.


