BOLZANO. Il coraggio di mostrarsi e mettersi in prima linea contro la violenza sulle donne. Domani sera alle 20.30 Lucia Annibali sarà al teatro Cristallo insieme a Giusi Fasano e al procuratore Guido Rispoli per un incontro aperto al pubblico. Il tema sarà, come detto, la violenza di genere letta attraverso l’ultima pubblicazione delle due protagoniste intitolata Io ci sono. La mia storia di NON amore. L’avvocato di Urbino ripercorrerà il difficile percorso vissuto dopo essere stata sfregiata con l’acido da due sicari mandati dall’ex. «Adesso mi sento più me stessa perchè mi sono liberata da una persecuzione. Quello che voglio dire alle donne è che non è colpa loro che amano la persona sbagliata, ma la colpa è dell’uomo». Durante i difficili giorni del processo al suo aggressore le donne solidali avevano scelto come slogan “Io sono Lucia”. «La mia faccia è il frutto della mia fatica e della mia tenacia, ma anche dell’affetto che ho ricevuto da tantissime persone. Questo viso racconta il mio passato e io mi sento piena di dignità e orgoglio per quello che ho vissuto. Per me non è una sconfitta quello che lui mi ha fatto. È una sconfitta solo sua». Ogni tanto, però, il suo pensiero torna ai giorni difficili, quando si sentiva imprigionata. «Stavo affacciata al balcone della mia casa di Pesaro e mi dicevo “non è possibile sia tutto qua, non può essere che ci sia solo questo”». Sono tante, però, le donne che non hanno la forza di uscire da questi rapporti. «È così. Ci sono anche donne che attirano un certo tipo di uomini. Credo parta tutto da un vuoto dentro che porta ad essere affascinati da un certo tipo di soggetti. Ti rendi conto di essere in una situazione sbagliata, ma di non riuscire a uscirne per una sorta di condizionamento fisico e psicologico. Vittima e carnefice confondo i loro ruoli». Come se ne esce? «Bisogna volersi bene, anzi benissimo. Non bisogna consentire a nessuno di trattarti come uno straccio. Mai, per nessun motivo». (a.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA