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BOLZANO. Il suo nome appare nella graduatoria che il ministero dei Beni culturali stabilisce ogni anno per il finanziamento di film tratti da sceneggiature originali. L'altoatesino Massimo Nardin, 36 anni, otterrà così il finanziamento governativo di 35 mila euro: «Ora punto a un lungometraggio tratto proprio da quella sceneggiatura», dice. E tra gli attori ci sarà anche Antonella Arseni, ex capo di gabinetto del sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, già nel cast del cortometraggio «Aurelio» di Nardin. Quest'ultimo - che ha vissuto a lungo a Salorno, dove spesso torna, prima di trasferirsi a Roma - appare nella ristretta lista insieme a prestigiosi colleghi come Vincenzo Cerami (sceneggiatore di Bellocchio, Amelio, Benigni), Luca Verdone (fratello di Carlo), Bruno Bozzetto. Una bella soddisfazione per il giovane scrittore, che ha ottenuto l'ambito finanziamento (più per la possibilità di accedere ad altri finanziamenti, che non per l'ammontare della cifra) con la sceneggiatura intitolata «Transilvaniaburg». Con questo testo aveva vinto il primo premio del Concorso internazionale di sceneggiatura «Salvatore Quasimodo» nel 2007: una storia ispirata al racconto di Pavese «La casa in collina», calata in pieno però nella nostra realtà essendo il protagonista un contadino altoatesino, Oswald. Ecco come la racconta lo stesso Nardin: «Oswald è chiuso in sè stesso e nel suo maso in collina ma a poco a poco si apre ad una nuova vita, professionale e sentimentale. Da un lato, infatti, sulla scorta della sua passione per la lavorazione del legno, si fa strada in lui l'idea di trasformare il maso in agriturismo; dall'altro, una giovane cameriera romena, con la propria disarmata schiettezza, riesce a valicare le barriere che il contadino da sempre frappone fra sé e il paese che lo circonda. Saranno proprio quell'affascinante diavoletto e il viaggio in Transilvania a permettere all'introverso protagonista di colorare il proprio mondo con tinte nuove».
Nardin non è alle prime armi nell'ambiente cinematografico: dal 2005 è titolare della cattedra di Costruzione della scena digitale all'Università Lumsa di Roma. Tra i suoi maestri di riferimento ci sono Tarkovskij e Bellocchio: al primo ha dedicato un libro «Evocare l'inatteso. Lo sguardo trasfigurante nel cinema di Andrej Tarkoskij», con il secondo ha collaborato alla scuola «Fare Cinema» (è apparso in piccole parti nei film «Buongiorno, notte», «Il regista di matrimoni» e «Vincere»). Al suo attivo alcuni cortometraggi: «Grabenweg Nr.4», «Quattro», «Cimbro» e «Aurelio». Nardin grazie a questo finanziamento può passare ora dietro la macchina da presa, visto che può accedere ai contributi per l'opera prima. L'ambientazione, nei progetti di Nardin, sarà in gran parte altoatesina.
Nardin ha già le idee chiare anche per gli interpreti: «Penso che sarà di certo nel cast Antonio Merone, il protagonista di Aurelio, uno dei cortometraggi. Insieme con lui ci sarà l'attrice di quello stesso corto, Antonella Arseni». Quest'ultima da parte sua conferma la volontà di proseguire nel progetto, entusiasta anche per la recente vittoria da parte di «Aurelio» del premio del pubblico del concorso Guru Music Vision. I responsabili della produzione, poi, aspirano a coinvolgere nel progetto nomi di rilievo quali Pierfrancesco Favino, Filippo Timi e l'attrice romena Maria Dinulescu. Il sogno di Nardin sarebbe inoltre coinvolgere Giuseppe Lanci, direttore della fotografia di «Nostalghia» di Andrej Tarkovskij. Infine potrebbe partecipare anche Daniela Ceselli, collaboratrice alle sceneggiature di tutti gli ultimi film di Bellocchio.
La scheda
Dalla fotografia alla cinepresa
Massimo Nardin è nato a Trento nel 1974 e vive tra Salorno e Roma. Dopo il diploma in Fotografia all'Istituto Europeo di Design e la laurea in Scienze della comunicazione all'Università Lumsa di Roma, ha frequentato il corso «Fare Cinema» di Marco Bellocchio. È dottore di ricerca in Scienze della comunicazione e organizzazioni complesse, e titolare da cinque anni dell'insegnamento Costruzione della scena digitale presso la Lumsa. Ha pubblicato i libri «Evocare l'inatteso. Lo sguardo trasfigurante nel cinema di Andrej Tarkovskij», «Il cinema e le Muse. Dalla scrittura al digitale» e «Il giuda digitale. Il cinema del futuro dalle ceneri del passato».
Nardin non è alle prime armi nell'ambiente cinematografico: dal 2005 è titolare della cattedra di Costruzione della scena digitale all'Università Lumsa di Roma. Tra i suoi maestri di riferimento ci sono Tarkovskij e Bellocchio: al primo ha dedicato un libro «Evocare l'inatteso. Lo sguardo trasfigurante nel cinema di Andrej Tarkoskij», con il secondo ha collaborato alla scuola «Fare Cinema» (è apparso in piccole parti nei film «Buongiorno, notte», «Il regista di matrimoni» e «Vincere»). Al suo attivo alcuni cortometraggi: «Grabenweg Nr.4», «Quattro», «Cimbro» e «Aurelio». Nardin grazie a questo finanziamento può passare ora dietro la macchina da presa, visto che può accedere ai contributi per l'opera prima. L'ambientazione, nei progetti di Nardin, sarà in gran parte altoatesina.
Nardin ha già le idee chiare anche per gli interpreti: «Penso che sarà di certo nel cast Antonio Merone, il protagonista di Aurelio, uno dei cortometraggi. Insieme con lui ci sarà l'attrice di quello stesso corto, Antonella Arseni». Quest'ultima da parte sua conferma la volontà di proseguire nel progetto, entusiasta anche per la recente vittoria da parte di «Aurelio» del premio del pubblico del concorso Guru Music Vision. I responsabili della produzione, poi, aspirano a coinvolgere nel progetto nomi di rilievo quali Pierfrancesco Favino, Filippo Timi e l'attrice romena Maria Dinulescu. Il sogno di Nardin sarebbe inoltre coinvolgere Giuseppe Lanci, direttore della fotografia di «Nostalghia» di Andrej Tarkovskij. Infine potrebbe partecipare anche Daniela Ceselli, collaboratrice alle sceneggiature di tutti gli ultimi film di Bellocchio.
La scheda
Dalla fotografia alla cinepresa
Massimo Nardin è nato a Trento nel 1974 e vive tra Salorno e Roma. Dopo il diploma in Fotografia all'Istituto Europeo di Design e la laurea in Scienze della comunicazione all'Università Lumsa di Roma, ha frequentato il corso «Fare Cinema» di Marco Bellocchio. È dottore di ricerca in Scienze della comunicazione e organizzazioni complesse, e titolare da cinque anni dell'insegnamento Costruzione della scena digitale presso la Lumsa. Ha pubblicato i libri «Evocare l'inatteso. Lo sguardo trasfigurante nel cinema di Andrej Tarkovskij», «Il cinema e le Muse. Dalla scrittura al digitale» e «Il giuda digitale. Il cinema del futuro dalle ceneri del passato».
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