BOLZANO. Un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per una serie di episodi legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e ai furti. È il provvedimento eseguito nel pomeriggio di mercoledì 30 settembre dai carabinieri della Stazione di Bolzano nei confronti di un quarantatreenne cittadino marocchino, senza fissa dimora e con precedenti di polizia.

L'uomo, già detenuto nella Casa circondariale del capoluogo per un altro procedimento penale, ha ricevuto la notifica della nuova misura cautelare direttamente in carcere. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Bolzano al termine di un'attività investigativa condotta dai militari dell'Arma e coordinata dal procuratore Alex Bisignano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'indagato sarebbe coinvolto in una serie di condotte illecite commesse tra il 2024 e il 2025. Tra gli episodi documentati figura quello avvenuto nel febbraio 2025 in piazza Verdi, quando una pattuglia della Sezione Radiomobile, impegnata in un servizio serale di controllo del territorio, avrebbe notato l'uomo allontanarsi precipitosamente alla vista dei militari, cercando di disfarsi di un involucro blu.

Dopo l'inseguimento e il blocco, la perquisizione aveva portato al sequestro di 4 grammi di cocaina, suddivisi in più dosi, e 1,3 grammi di eroina.

Un altro episodio risale al giugno 2026 e riguarda il furto di una bicicletta elettrica in via Cappuccini. In quell'occasione, l'uomo si sarebbe trovato in compagnia di un complice e avrebbe tentato di sottrarsi a un controllo dei carabinieri, invertendo improvvisamente la marcia a bordo di due biciclette.

I militari erano riusciti a intercettarlo in piazza della Parrocchia, dove era stato fermato mentre si trovava su una costosa e-bike verde militare con il lucchetto di sicurezza forzato. Decisivo, nella ricostruzione dell'accaduto, il contributo della Centrale operativa, che aveva utilizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadine per risalire al proprietario del mezzo, un turista austriaco. La bicicletta era stata quindi recuperata e restituita.

L'esecuzione dell'ordinanza rappresenta l'esito dell'attività investigativa avviata dai carabinieri per ricostruire i diversi episodi e raccogliere gli elementi a carico dell'indagato.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: la responsabilità dell'uomo dovrà essere accertata in via definitiva soltanto con un'eventuale sentenza irrevocabile di condanna.