EGNA/LAIVES. Un bambino di 3 anni si è ustionato in modo serio alle mani mentre giocava in una microstruttura per l’infanzia della Bassa Atesina. Sull’episodio la Procura ha aperto un’inchiesta.
L’espisodio risale al 21 maggio scorso e i genitori - una coppia di trentenni, chiamati dalle operatrici subito dopo l’accaduto - hanno sporto querela. La Procura ha affidato le indagini ai carabinieri per stabilire come si sono svolti i fatti e verificare se vi siano o meno responsabilità penali a carico delle educatrici del nido. Per ora c’é solo la versione dei fatti fornita dai genitori, che - comprensibilmente - vogliono chiarezza.
In base alla prima ricostruzione dei fatti nella microstruttura in questione c’erano diversi bambini, tra i quali il piccolo di tre anni che poi si è ustionato. In base al regolamento dovrebbero essere comunque sempre presenti due operatrici, perché se una si assenta per assistere un bambino l’altra deve essere in grado di seguire gli altri. A quanto pare nella struttura in questione le maestre erano impegnate a fare alcuni lavori che prevedevano l’utilizzo di una pistola con la colla a caldo.
Uno dei bambini ha chiesto di poter essere accompagnato in bagno. Una maestra lo ha accompagnato, mentre la sua collega (i carabinieri devono ancora accertare se le operatrici in quel momento in servizio erano effettivamente almeno due) avrebbe dovuto occuparsi degli altri. In questo lasso di tempo il bimbo di 3 anni, incuriosito dalla pistola con la colla a caldo, attaccata alla corrente, si è avvicinato. Pare che l’abbia stretta fra le mani e abbia gridato dal dolore. Le urla del piccolo hanno attirato l’attenzione delle operatrici, che hanno chiamato i soccorsi e avvisato i genitori. Al pronto soccorso gli sono state diagnisticate ustioni di primo e secondo, che non sono le più gravi, ma per un bimbo di quell’età non vanno sottovalutate. Ora i carabinieri stanno indagando e sentiranno le educatrici. Tra le ipotesi di reato che potrebbero essere contestate dalla Procura vi sono lesioni gravi (con una prognosi di più di 20 giorni) e abbandono di minore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA