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BOLZANO. Il consiglio comunale ha pianto Pietro Mitolo. Un uomo che ha rispettato l’istituzione in cui si trovava e che si è guadagnato rispetto corale. Commossi il sindaco nel ricordarlo, i colleghi del gruppo Pdl (provatissimi), i consiglieri della Svp, del Pd, Unitalia e Lega, il vecchio amico socialista Giuseppe Sfondrini, tutti. Domani la camera ardente in Municipio, lunedì i funerali.
E’ la terza volta che il consiglio comunale in cinque anni deve salutare un collega. Dopo Silvano Bassetti e Fausto Concer, ieri hanno detto addio a Pietro Mitolo. A 88 anni, giovedì scorso era ancora lì sul suo banco, dove ieri pomeriggio il capogruppo del Pdl Paolo Bertolucci ha posato una composizione di fiori rosso, bianca e verde a forma di fiamma.
Dalle 9 alle 12 di domani la camera ardente nella sala di rappresentanza del municipio. Lunedì alle 13.45 i funerali a Cristo Re.
Politico esperto, Mitolo era tornato in consiglio comunale nel 2005 con l’interesse, la freschezza, il rispetto per il lavoro proprio e degli altri che spiegano il senso di lutto e di perdita dimostrata ieri da tutti i gruppi. Del Pdl sono arrivati in consiglio comunale anche Giorgio Holzmann, il deputato e figlioccio politico, Alberto Sigismondi e Lorenzo Spinelli.
Giovedì scorso durante un intervento, Mitolo aveva annunciato, «la prossima legislatura non ci sarò più». Il sindaco Luigi Spagnolli gli aveva risposto, «sarebbe un bene per la città che lei sedesse ancora in Consiglio». E’ stato un congedo anticipato e ieri Spagnolli si è commosso nel ricordarlo: «Mitolo lascia una traccia in questa città. In Consiglio abbiamo conosciuto il suo comportamento grave e allo stesso tempo semplice. Dal suo parlare traspariva autorevolezza, nel suo operare veniva sempre al primo posto l’interesse collettivo. Lo ricordo con tenerezza seduto su quel banco, ad appena un metro da me e bastava un cenno per capirci». Bertolucci ha ricordato così il leader carismatico della destra: «Ha sposato la politica, ma non è mai stato attaccato alla poltrona. Lo spirito di servizio è venuto sempre prima di tutto. Aveva grinta e coerenza, ecco perché per noi è stato sempre “Pierino”». Fernando Pontecorvo (Pdl) per la prima volta ha osato dare del tu all’«ingegnere», «ciao Pierino». Mitolo ai giovani di destra, è il suo ricordo, insegnava soprattutto una cosa, «comportaetvi bene, distinguetevi e studiate». E’ stato un «maestro di vita» per Max Berloffa (Pdl).
Con Giuseppe Sfondrini hanno condiviso quasi tutta la vita: insieme il militare e poi la politica da sempre, su banchi di partiti diversi, in Comune, consiglio provinciale e ora di nuovo in Comune. «Ci siamo voluti bene», lo saluta l’anziano socialista ricordando che giovedì si sono fatti compagnia per un pezzo di strada e Mitolo affaticato gli ha detto «sai, devo cambiare il pistone». Il suo modo riservato per annunciare l’operazione. Helmuth Moroder (Verdi) e Mariateresa Tomada (Lega) hanno ricordato l’approccio mai ideologico con cui lavorava in commissione cultura. Franca Berti (Pd) rende omaggio alla «sua lealtà, al rispetto con cui è tornato in Consiglio dopo una carriera politica così importante». Non riesce quasi a parlare Giovanni Benussi, ricordando Mitolo e il padre Ruggero Benussi: «Impossibile lasciare la politica ora che se n’è andato anche lui». Raccontano tutto, le parole pronunciate a fatica da Norbert Clementi (Svp): «Riposa in pace». Onorevole o ingegnere, ha detto Sylvia Hofer (Svp), «poche persone hanno meritato quanto Mitolo la definizione di “signore”». Sia pure così orgoglioso della sua storia, «è stato un uomo che ha gettato ponti», riassume Guido Margheri (Sel). Luigi Schiatti (Unitalia): «Uno stile unico». Prima del minuto di silenzio, le parole di stima di Giorgio Degli Agostini (Udc), Josè Castrejon (Fi verso il Pdl), Gianfranco Piccolin (Unitalia) e del presidente Rudy Benedikter


