BOLZANO. Diventerà residenziale la zona - attualmente classificata come produttiva - compresa tra via Galilei, via Lancia, via Grandi, via Avogadro. Questo almeno nelle intenzioni di Luis Walcher, vicesindaco nonché assessore all’urbanistica, che ne ha parlato, l’altro giorno, in occasione dell’ultima riunione dedicata alla definizione del Piano per la zonizzazione acustica e convocata dall’assessora Chiara Rabini. Una questione di cui si discute da anni, tanto che - a quanto pare - Bolzano è rimasto uno dei pochi Comuni in Italia, se non addirittura l’unico, a non essersi ancora dotato del Piano. Ovviamente, la discussione è sempre sui livelli di rumore ammissibili nelle zone produttive che devono essere più alti di quelli previsti nelle zone residenziali, per consentire alle aziende di lavorare anche di notte.

Il Piano per le case

Per questo - proprio nell’ambito della riunione sul Piano di zonizzazione acustica - Walcher ha annunciato che presenterà un piano di attuazione per la vasta area che si trova sotto ponte Roma ed è delimitata da una parte da via Galilei e dall’altra da via Grandi che corre a fianco della ferrovia. Attualmente, su quei terreni ci sono vecchi stabilimenti chiusi da tempo; magazzini abbandonati; piazzali dove una volta si scaricavano le merci invasi dalle erbacce.

Di qui l’idea - portata avanti già tanti anni fa dall’assessore Silvano Bassetti - di aprire alla possibilità di costruire alloggi. Questo - ha detto Walcher - consentirà di rispondere al bisogno di case, risparmiando terreno agricolo. Su quelle aree ci sarebbero già i progetti del gruppo Tosolini e del commercialista Heinz Peter Hager.

Bisogna però mettere in conto fin da ora, la reazione del mondo imprenditoriale. Da sempre contrario all’ipotesi di costruire case per la residenza in zona produttiva. L’unica apertura riguarda le foresterie, ovvero minialloggi o anche solo semplici stanze da mettere a disposizione, per un periodo massimo di sei mesi, dei propri collaboratori che altrimenti non saprebbero dove andare.

Imprenditori contrari

La convivenza - lo dimostra l’esperienza - tra le esigenze produttive e quelle residenziali è di fatto impossibile. Lo scontro si consuma in primo luogo proprio sui livelli del rumore e poi sul traffico. L’area in questione, per intendersi, arriva fino a ridosso dello stabilimento delle Acciaierie, dove si lavora anche di notte.

A questo si aggiunge il fatto che, nel capoluogo, in questo modo si ridurrebbe lo spazio riservato al settore produttivo. Che già oggi è considerato insufficiente. Tanto che le aziende che intendono ampliarsi hanno grossi problemi a trovare aree. E questo pur pagandole a peso d’oro, rispetto ai prezzi praticati anche solo nel vicino Trentino. Per non parlare del Veneto o del Tirolo.