BOLZANO. L’accordo sul redditometro è cosa fatta. Gli imprenditori l’hanno spuntata sull’esenzione dei beni strumentali, ma hanno dovuto cedere su altri aspetti, come quello relativo al reddito minimo. I sindacati invece portano a casa esenzioni importanti per le famiglie (la prima casa non sarà conteggiata nel patrimonio, mentre il reddito sarà depurato dall’affitto, dagli interessi per il mutuo e dall’eventuale assegno di mantenimento versato ai figli).
Aspetti normativi. Il redditometro entrerà in vigore a luglio 2011, appena disponibili le dichiarazioni dei redditi riferite al 2010. Uno degli obiettivi del nuovo regolamento è quello di abbattere la burocrazia: basterà fornire i dati una volta soltanto (possibile anche attraverso i Caaf dei sindacati), toccherà poi ai vari uffici coordinarsi evitando ai cittadini inutili doppioni. In linea di massima il redditometro varrà per tutte le prestazioni sociali, anche se per l’accesso alle medesime possono valere regole diverse. L’amministrazione sarà autorizzata a controllare le dichiarazioni fatte, anche presso gli istituti di credito o altri intermediari finanziari.
Le famiglie. Il redditometro andrà a valutare sia il reddito sia il patrimonio dell’intero nucleo familiare (viene considerato quello di fatto e, attraverso degli appositi coefficienti, si calcola un reddito equivalente). Per i lavoratori dipendenti vale il reddito complessivo Irpef decurtato della deduzione per l’abitazione principali e degli oneri fiscalmente deducibili. I redditi da lavoro dipendenti saranno considerati soltanto al 90%. Si potranno detrarre spese mediche, interessi sul mutuo-casa, il canone di locazione dell’abitazione principale e gli assegni versati per il mantenimento dei figli.
Gli imprenditori. Per la determinazione del reddito vale quello d’impresa. È però previsto un limite minimo: l’importo dichiarato non potrà essere inferiore alla retribuzione media di un lavoratore dipendente qualificato del settore di riferimento, fissata dal contratto collettivo vigente di categoria.
Per quanto riguarda il calcolo della situazione patrimoniale, così come era stato chiesto dalle categorie economiche, non saranno considerati i fabbricati e i terreni impiegati e indispensabili per l’esercizio dell’attività agricola o commerciale.
Prima casa e azioni. Valgono per tutti alcune regole base. Non è considerata come patrimonio la prima casa (compresa una pertinenza), a patto che sia abitata dal proprietario. Per ogni nucleo familiare è considerata esente una sola casa (va quindi calcolato il valore patrimoniale di un eventuale appartamento intestato ad esempio al figlio a carico).
Per quanto riguarda il patrimonio mobiliare (partecipazioni azionarie, obbligazioni o certificati di deposito), fino a un totale di 100 mila euro non sarà necessario dichiarare nulla. Se però si supera questa soglia, il patrimonio mobiliare dovrà essere dichiarato per intero.

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