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BOLZANO. Trovare un posto di lavoro è ormai sempre più difficile. Tanto più se nel proprio curriculum professionale c’è addirittura un episodio legato alla sottrazione di denaro della ditta per la quale lavorava. Un aspetto che probabilmente la giovane donna finita nei guai davanti al tribunale di Bolzano non ha preso in considerazione. A finire davanti ai giudici è stata la commessa principale (che aveva controllo anche sulla cassa) di uno dei negozi in attività all’interno del centro commerciale Twenty di via Galilei a Bolzano.
Si tratta di una donna di 40 anni accusata di aver sottratto alla cassa del negozio somme abbastanza rilevanti in considerazione agli incassi di cui era responsabile. I fatti in questione sono avvenuti tra il 27 maggio ed il 3 giugno dello scorso anno, in un periodo in cui gli incassi quotidiani del negozio vennero monitorati a seguito di ripetuti ammanchi segnalati in precedenza.
Non è chiaro come la commessa potesse pensare di riuscire a non finire nei guai visto che la sottrazione di denaro non riguardava pochi euro al giorno. A tal proposito il capo d’imputazione messo a punto dalla Procura della Repubblica è risultato alquanto dettagliato. In particolare il 27 maggio 2020 la donna si sarebbe impossessata di 290 euro, il giorno successivo di 360 euro, il 29 maggio di 400 euro, il primo giugno di 100 euro, il 3 giugno di 270 euro, il 4 giugno di 410 euro. Complessivamente, dunque, la commessa si impossessò in pochi giorni di 1830 euro. Colta sul fatto in occasione dell’ultimo ammanco, la commessa venne subito licenziata e denunciata per appropriazione indebita.
La Procura non ha contestato il furto (che sarebbe stato reato più grave) in quanto il denaro sottratto era nella disponibilità dell’imputata per le sue funzioni professionali. In occasione dell’udienza di ieri la donna ha patteggiato 14 mesi di reclusione (con sospensione condizionale) e 600 euro di multa.


