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BOLZANO. Non si arrende Benedict Chika Ibolekwu, il trentasettenne condannato a otto anni e sei mesi di reclusione per il tentato omicidio della suocera. L’uomo ha deciso di impugnare la sentenza davanti alla Corte di Cassazione, chiedendo un nuovo esame della vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto per la violenta aggressione avvenuta a Bolzano nel febbraio del 2024.
A depositare il ricorso è stata la sua avvocata, Angelica Domenichelli, che contesta il percorso motivazionale alla base della condanna. Secondo la legale, il procedimento si è fondato su elementi indiziari che non sarebbero sufficienti a sostenere le conclusioni raggiunte dai giudici. «Come per tutti i processi indiziari, va valutato se il percorso motivazionale regge. A mio modo di vedere no», ha dichiarato.
I fatti risalgono alla sera del 13 febbraio 2024, quando una donna di 62 anni, suocera dell’imputato, venne aggredita con un coltello all’interno del locale contatori del condominio in cui abitava, in via Cavour. Secondo la ricostruzione accolta nelle sentenze di primo e secondo grado, sarebbe stato proprio il genero ad attirarla nel locale per poi accoltellarla.
Ibolekwu ha sempre respinto ogni responsabilità, proclamandosi innocente durante il procedimento. La condanna a otto anni e sei mesi, pronunciata con rito abbreviato, è stata confermata in secondo grado. La difesa punta ora a ottenere dalla Cassazione una valutazione sulla legittimità della sentenza e sulla solidità delle motivazioni.
Attualmente il trentasettenne si trova rinchiuso nella casa circondariale di Trento, dove ha intrapreso gli studi universitari in giurisprudenza. Anche dal carcere continua a sostenere la propria innocenza, mentre si attende l’esame del ricorso da parte della Suprema Corte.


