PHOTO
BOLZANO. In tempi di Riforma clinica l'Asl abbatte l'ultima barriera della sanità gratuita. Dal primo ottobre - infatti - si pagherà il ticket anche per le prestazioni offerte dai Consultori familiari. Oggi è fissato l'incontro tra le singole strutture ed i tecnici nella quale dovrebbero essere comunicate le tariffe. La delibera 1068 del 21 giugno 2010 stabilisce anche che i Consultori dovranno incassare il denaro per conto dell'Asl che, in caso di mancato pagamento, potrà esigere il credito dai cittadini.
La razionalizzazione ed i tagli per far quadrare i conti continuano. All'inizio di settembre l'Asl aveva eliminato in tutto l'Alto Adige una serie di prestazioni di Fisioterapia e Riabilitazione - che andavano dai massaggi alla ionoforesi - considerate dall'assessore Theiner ormai superate. E adesso novità in vista anche all'interno dei Consultori.
«Sappiamo - assicura il capo Dipartimento sanità Florian Zerzer - che i Consultori svolgono un servizio particolare che va al di là delle prestazioni sanitarie e spazia nel sociale, passando anche per le consulenze di tipo psicologico. Per questo abbiamo stabilito con gli esperti cosa classificare come offerta sanitaria e cosa no. Ed è su quella che chiederemo il ticket e che andremo a comunicare a breve».
Il motivo della scelta della Provincia si spiega col fatto che le prestazioni sanitarie in genere sono soggette a ticket e nei Consultori si fanno ad esempio pap-test e le visite ginecologiche e l'Azienda non vede per quale ragione chi va in ospedale o in via Amba Alagi debba pagare, mentre nei Consultori questo non succeda. La Provincia aveva tentato di introdurre il ticket ancora lo scorso primo gennaio ma poi aveva fatto marcia indietro: «La data è stata rinviata - si legge nella delibera - perché per alcune difficoltà tecniche non è stato possibile passare in tempi rapidi dalla teoria alla riscossione pratica del ticket». I Consultori che offrono assistenza per la pillola del giorno dopo, visite ostetrico-ginecologiche, consulenza per l'interruzione volontaria della gravidanza, sostegno psicologico in genere (difficoltà in ambito scolastico, nelle relazioni familiari, col partner) e ancora consulenza sessuologica (dubbi sull'identità sessuale), restano più che perplessi a chiedere il pagamento dei servizi visto che gli utenti che si rivolgono a loro appartengono spesso e volentieri alle fasce più deboli e si chiedono come possa partire la nuova tariffazione se loro non sono stati ancora avvisati di nulla. I Consultori (Aied, L'Arca, Kolbe, Mesocops, Ehe und Erziehungsberatung) sono nati con l'obiettivo di sostenere le persone singole, le coppie e le famiglie rispetto a varie problematiche che spaziano dal benessere psicofisico alla genitorialità responsabile. Sono quasi 7.000 gli altoatesini che si sono rivolti nell'ultimo anno a loro. La richiesta maggiore di prestazioni arriva dalle donne (nell'86% dei casi di nazionalità italiana, nel 9% extracomunitaria).
La razionalizzazione ed i tagli per far quadrare i conti continuano. All'inizio di settembre l'Asl aveva eliminato in tutto l'Alto Adige una serie di prestazioni di Fisioterapia e Riabilitazione - che andavano dai massaggi alla ionoforesi - considerate dall'assessore Theiner ormai superate. E adesso novità in vista anche all'interno dei Consultori.
«Sappiamo - assicura il capo Dipartimento sanità Florian Zerzer - che i Consultori svolgono un servizio particolare che va al di là delle prestazioni sanitarie e spazia nel sociale, passando anche per le consulenze di tipo psicologico. Per questo abbiamo stabilito con gli esperti cosa classificare come offerta sanitaria e cosa no. Ed è su quella che chiederemo il ticket e che andremo a comunicare a breve».
Il motivo della scelta della Provincia si spiega col fatto che le prestazioni sanitarie in genere sono soggette a ticket e nei Consultori si fanno ad esempio pap-test e le visite ginecologiche e l'Azienda non vede per quale ragione chi va in ospedale o in via Amba Alagi debba pagare, mentre nei Consultori questo non succeda. La Provincia aveva tentato di introdurre il ticket ancora lo scorso primo gennaio ma poi aveva fatto marcia indietro: «La data è stata rinviata - si legge nella delibera - perché per alcune difficoltà tecniche non è stato possibile passare in tempi rapidi dalla teoria alla riscossione pratica del ticket». I Consultori che offrono assistenza per la pillola del giorno dopo, visite ostetrico-ginecologiche, consulenza per l'interruzione volontaria della gravidanza, sostegno psicologico in genere (difficoltà in ambito scolastico, nelle relazioni familiari, col partner) e ancora consulenza sessuologica (dubbi sull'identità sessuale), restano più che perplessi a chiedere il pagamento dei servizi visto che gli utenti che si rivolgono a loro appartengono spesso e volentieri alle fasce più deboli e si chiedono come possa partire la nuova tariffazione se loro non sono stati ancora avvisati di nulla. I Consultori (Aied, L'Arca, Kolbe, Mesocops, Ehe und Erziehungsberatung) sono nati con l'obiettivo di sostenere le persone singole, le coppie e le famiglie rispetto a varie problematiche che spaziano dal benessere psicofisico alla genitorialità responsabile. Sono quasi 7.000 gli altoatesini che si sono rivolti nell'ultimo anno a loro. La richiesta maggiore di prestazioni arriva dalle donne (nell'86% dei casi di nazionalità italiana, nel 9% extracomunitaria).
© RIPRODUZIONE RISERVATA


