TRENTO. E se il prossimo 4 maggio elettrici ed elettori trovassero sulla scheda elettorale i nomi di Luisa Gnecchi e Claudio Corrarati? È vero che non ci sono state presentazioni ufficiali. Mancano perfino le coalizioni. Ma le voci su una loro ipotetica candidatura come sindaca (del centrosinistra) o sindaco (del centrodestra) sono sempre più insistenti. Intanto spunta un misterioso delfino di Renzo Caramaschi. Il gruppo del sindaco uscente, infatti, avrebbe in serbo un possibile candidato da estrarre dal cilindro una volta che fossero definite le coalizioni.

Nel caso di Corrarati, l'intervento di Christian Bianchi l'altroieri all'evento della Cna («È ora che ci siano più partite Iva in politica. In Consiglio ne vedo poche») ha smosso le acque. Si è capito che intorno al presidente degli artigiani c'è movimento. Il suo mandato alla Cna è in scadenza, ma è anche un imprenditore affermato e non può lasciare il lavoro su due piedi. C'è chi indica come suo sponsor Fratelli d'Italia, chi la Lega.

Di lui si è sempre parlato anche nel centrosinistra, forse potrebbe captare voti al centro.L'altro rumor riguarda l'avvocata Eleonora Maines. Ma un notabile del centrodestra liquida le ipotesi come «un vortice di nomi di fantasia, benché tutti rispettabilissimi». Guardando al centrosinistra, su Luisa Gnecchi ci sarebbero due ostacoli. Il primo sarebbero alcune resistenze interne. Un gruppo spingerebbe per Francesca Pasquali. La quale però è già molto impegnata con il lavoro. C'è chi sostiene che potrebbe rispuntare il nome della sorella Chiara Pasquali, ex assessora.

Il secondo ostacolo è l'attuale incarico di Luisa Gnecchi nel cda dell'Inps, una posizione fondamentale per il Pd. Andrebbe verificato anche il gradimento da parte della Svp. Per il resto, vale il curriculum. Cofondatrice dell'Aied, vicepresidente della Provincia, deputata, vicepresidente dell'Inps. Un esponente del centrosinistra fa notare che Luisa Gnecchi ha tre caratteristiche da sindaca: «Sa amministrare, è conosciuta e ha una chiara visione politica della città».

Il segretario Carlo Bettio frena, ammonisce a non mettere i nomi davanti ai programmi. Il Pd sta organizzando una visita del proprio presidente Stefano Bonaccini a Bolzano il prossimo 7 dicembre. Bettio parla della coalizione, riferisce di «un clima molto positivo». Il suo vice Juri Andriollo conferma e rilancia. «Abbiamo molte carte nel mazzo», fa notare, «È la qualità di una dirigenza che si è formata negli anni. Amministratori non ci si improvvisa. Serve qualcuno che rappresenti al meglio la comunità e porti Bolzano tra le migliori città d'Europa nei prossimi dieci anni».

Magari, aggiunge Matthias Cologna del TeamK, «una persona che sappia parlare a tutte le comunità, inclusa quella di lingua tedesca». Senza lasciare voti alla Svp.Ma veniamo al delfino di Caramaschi. Primo Schönsberg minimizza: «Certo, abbiamo in mente qualcuno come tutti i partiti. Saremmo dei poveretti se non lo avessimo. Non abbiamo velleità di imporre niente, ma abbiamo il dovere di indicare persone che possono dare un contributo».

Solo che in questo caso è più interessante, perché è il gruppo che via via ha cercato e trovato Giovanni Salghetti Drioli, Luigi Spagnolli, Caramaschi, sempre al di fuori degli schieramenti politici. Hanno sempre vinto. L'altroieri sera si sono incontrati: hanno ragionato sulla situazione e sulla prospettiva, hanno analizzato il risultato dal 2016 a oggi («Tenuta del bilancio, zero debiti e centinaia di milioni di euro di investimenti», sintetizza Schönsberg). «La lista Caramaschi ci sarà», conferma il consigliere, «Ma con il centrodestra in ambasce e il centrosinistra troppo spostato a sinistra, un accordo con la Svp non può essere in discussione. E bisogna rafforzare il centro». Bettio assicura: la civica di Angelo Gennaccaro sarà invitata alla prossima riunione del centrosinistra.