BOLZANO. Sette sale operatorie chiuse su dieci. L’ospedale garantisce le urgenze e le emergenze ma tutta la traumatologia ed i politraumi sono già stati dirottati negli ospedali di Merano e Bressanone. E questo fino a quando non si capirà da cosa sono state provocate le esalazioni che nei giorni scorsi - tra mercoledì e venerdì - hanno intossicato due medici e dieci infermieri.
 Il numero di chi ha accusato sintomi da intossicazione intanto è cresciuto perché venerdì si sono sentite male altre sei persone che, come precisa Massimo Ribetto, segretario del Nursing Up, erano quasi tutti infermieri: «Sì le esalazioni si sono fatte sentire ancora».
 Il direttore generale dell’Azienda sanitaria unica, Andreas Fabi, spiega che la situazione è monitorata di continuo dai tecnici che stanno facendo il possibile per venirne a capo e che è giusto bloccare le sale perché la sicurezza deve essere garantita ad ogni costo: «Su questo punto non si scherza».
 Il direttore sanitario dell’Asl unica - Oswald Mayr - entra nel dettaglio: «La scelta di bloccare sette sale operatorie su dieci è stata presa perché non possiamo rischiare danni alla salute di nessuno: né del personale medico ed infermieristico, né dei pazienti. Al momento il San Maurizio è in grado di garantire le urgenze e le emergenze ma per tutto il resto si appoggia agli ospedali di Merano e Bressanone. Abbiamo già fatto slittare gli interventi programmabili e differibili ed abbiamo ovviamente già avvertito sia i pazienti che i loro familiari».
 Resta da capire se il gruppo operatorio del San Maurizio sia vecchio e presenti per questo dei problemi...
 «No non è così - conclude Mayr - la ristrutturazione è durata anni ma il lavoro adesso è finito».
 I vertici del Comprensorio di Bolzano hanno già sospeso tutti gli interventi differibili che erano fissati per domani, sperano di risolvere la questione nei primi giorni della settimana ed invitano alla calma: «Stiamo lavorando per capire cosa è successo ma la situazione - ripetono - è sotto controllo».
 I tecnici dell’agenzia dell’Appa, l’Agenzia provinciale per l’ambiente, guidati dal direttore Lugi Minach hanno fissato per domani delle nuove misurazioni. Per il momento l’ospedale esclude che le esalazioni siano state provocate dalla formaldeide, utilizzata nelle sale operatorie per disinfettare e sterilizzare sia gli ambienti che i materiali sanitari, ma non si è ancora capito cosa abbia causato i malesseri che nei giorni scorsi hanno colpito due medici e ad una decina di infermieri che si trovavano dentro o vicino alla sala operatoria di Chirurgia vascolare. Ricordiamo che il personale ha accusato - infatti - una sintomatologia differente che va dalla nausea, al vomito, al mal di testa, fino all’irritazione alle mucose degli occhi e della bocca. E c’è anche chi ha avvertito un forte sapore metallico in bocca.
 I primi casi si sono registrati mercoledì scorso, giovedì la sala operatoria di Chirurgia vascolare è stata chiusa per i controlli, venerdì è stata riaperta, medici ed infermieri sono tornati al lavoro ma lo strano odore è ricomparso: altri sei hanno accusato strani sintomi e la sala è stata chiusa una seconda volta e si è deciso di bloccare anche tutte quelle accanto