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BOLZANO. A Bolzano ci sono oltre 53 mila case. Che da quando i nuclei famigliari sono composti in tantissimi casi da una sola persona sono diventate poche. Soluzioni? Quella più immediata era parsa quello di agire sulle case sfitte. Perchè, secondo diverse stime, avrebbero dovuto essere da un massimo di 3.500 ad un minimo di 1.800. Ma sono bastate verifiche lunghe qualche mese per arrivare a contarne un centinaio.
E questa pare una notizia destinata a scombussolare in profondità le nostre certezze in materia.
Come pure l’altra, di notizie: la super Imi non ha fatto emergere che pochi casi sporadici. Un esempio? Uno dei più importanti imprenditori immobiliari a cui erano attribuite centinaia di case sfitte - spiegano in Comune - è risultato ne possedesse non più di 40 non locate. Cosa è accaduto? Che una volta avviato il sondaggio intorno agli appartamenti presumibilmente vuoti è emerso che per almeno l’80% si tratterebbe di alloggi occupati a vario titolo. Case in cui operano onlus, trasferimenti di residenza di coniugi (la legge consente di variare la propria residenza), oppure di parenti. E ancora appartamenti in uso come seconda casa. Una tipologia intercettata molto più di quanto ci si aspettasse.
Del tipo: professionisti che posseggono una casa nei paesi vicini e che usano almeno per metà settimana un alloggio a Bolzano in “appoggio” nei giorni lavorativi. E poi il comodato d’uso che lascia liberi i proprietari di far occupare più o meno temporaneamente il proprio immobile. In sostanza, sono affiorate una serie di tipologie di occupazione di domicili non tutti e non sempre assimilabili all’affitto standard, ma che certificano un uso legittimo e variegato di una casa. Poi c’è l’altra questione: l’innalzamento dell’Imi per alcune situazioni fluide ha portato ad introiti nettamente al di sotto le aspettative.
Il balzello per le case sfitte volato dall’1.26% al 2.5% non è riuscito a contrastare il fenomeno.
Nel senso che l’emersione di situazioni in grado di mutare il quadro d’insieme della tipologia di case è stata molto limitata.
Non è stato un deterrente.
Dal che si giunge ad una considerazione di tipo generale: non ci sono scorciatoie all’emergenza casa. La speranza di risolverla in parte attraverso l’individuazione di una vasta estensione del fenomeno delle caste sfitte, realmente sfitte, risulterebbe frustrata. E questo schema-speranza, non teneva conto del fatto che il panorama normativo ha tali e tante tipologie di possibile occupazione di un alloggio che la soluzione è a portata di mano. E legale: chi potrebbe impedire ad un professionista di avere una casa fuori Bolzano e di usarne una più piccola per le sue trasferte urbane? O di farla diventare residenza di un parente? La realtà è una sola: il Comune deve trovare aree. Sappiamo che da qui a 15 anni Bolzano avrà bisogno di decine di migliaia di nuovi appartamenti. Che sfitti o no, non esistono ad oggi in natura.


