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BOLZANO. Duecentocinquanta i profughi che ogni giorno transitano per la stazione di Bolzano, secondo Mario Deriu del SIULP, il sindacato di Polizia. Un’ondata inarrestabile che ha costretto l’intera comunità, ormai da tempo, ad aprire gli occhi su questa epocale migrazione. Bolzano porta d’Europa, e come Lampedusa, luogo dove il sogno di una vita migliore prosegue o si arresta, si realizza o devia. Una terra di confine che nel corso dell’emergenza ha visto affiorare il buono e il brutto: l’accoglienza e la condivisione, ma anche una paziente indifferenza e l’ostilità verso ciò che è estraneo e di passaggio. Per questa ragione, in occasione del drammatico naufragio di 366 persone avvenuto a largo di Lampedusa il 3 ottobre 2013, Bolzano è stata scelta quale luogo per una giornata di riflessione e memoria sul fenomeno della migrazione. «Bolzano Frontiera d’Europa. Profughi, migranti, confini spinati» il titolo della manifestazione che si terrà, con ingresso gratuito, alle Officine FS (ingresso via Macello 24) sabato 3 ottobre a partire dalle ore 12.
«Sarà prima di tutto una festa per sensibilizzare la gente su un tema centrale della nostra epoca e del nostro territorio», sottolinea il senatore Francesco Palermo che assieme a Luigi Manconi della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, è tra i promotori dell’evento e che si avvale della collaborazione della Regione Trentino-Alto Adige, il Comune di Bolzano, il Centro per la pace, Ferrovie dello Stato e Transart. Alla tavola rotonda sarà presente anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche europee Sandro Gozi, che recentemente ha dichiarato come occorra superare Dublino, introducendo il concetto di status europeo del rifugiato. Insieme alle istituzioni interverranno le associazioni come Binario 1 e Volontarius, che hanno lavorato per arginare l’emergenza. Monika Waissensteiner della Fondazione Langer, invece riferirà in merito al monitoraggio effettuato lungo il corso di quest’anno.
Molti gli artisti di fama internazionale coinvolti per l’occasione. Aprirà alle 12 il trombettista jazz Paolo Fresu, mentre alle 18.30 si esibiranno i Têtes de Bois e a seguire uno spettacolo di Paolo Rossi. La parte serale del programma prevede alle ore 20 l'orazione dello scrittore Maurizio Maggiani, l'esibizione del coro Ardadioungo, formato da un gruppo di richiedenti asilo ospitati a Bolzano e accompagnati dal compositore Eduard Demetz. In chiusura una riflessione dell’attore e scrittore Moni Ovadia sulla dignità come madre di tutti i diritti, che vedrà il coinvolgimento del pubblico. «Non sarà uno spettacolo, non c’è niente di spettacolare, sarà semmai un funerale – dice provocatoriamente l’artista e attivista che prosegue – Io sono per l’abolizione universale del permesso di soggiorno, e per il diritto a vivere dove si vuole, perché un essere umano non può essere condannato solo perché ha avuto la sfortuna di nascere nel posto sbagliato».
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Il Programma: ore 12.00 concerto di Paolo Fresu; ore 16.30 Tavola rotonda con Luigi Manconi, Francesco Palermo, Sandro Gozi, Arno Kompatscher, Carlotta Sami, Roger Hopfinger, Binario 1, Volontarius, Fondazione Alexander Langer; ore 18.30 concerto & spettacolo Tétes de bois e Paolo Rossi; ore 20.00
orazione di Maurizio Maggiani, coro Ardadioungo, Moni Ovadia, L'esodo e l'accoglienza. Ingresso libero.
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