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BOLZANO. Le Bmw nel mirino dei ladri specializzati. Non è il classico furto in auto quello denunciato nei giorni scorsi dal bolzanino Matteo Pietrobon che si è trovato, lunedì mattina, la sua Bmw 125d sfondata e distrutta all'incrocio tra via Fago e via Cadorna. Una banda di ladri nella notte tra domenica e lunedì, infatti, ha spaccato il vetro posteriore destro della sua macchina portando via il navigatore satellitare e, addirittura, il volante. «Ho lasciato l'automobile parcheggiata alle 19.30 di domenica e lunedì me la sono ritrovata distrutta. Davvero un dispiacere perché l'avevo comprata da nemmeno un mese». L'auto e il modello, comunque, non sono state scelte a caso. «Assolutamente no. Il mio navigatore non è quello di serie, ma viene inserito da Bmw come optional. È chiamato Navi Pro. È più semplice da asportare da quello incassato nella scocca del modello base. I ladri, infatti, hanno smontato il pad vicino al freno a mano sfilando lo schermo e il navigatore intero. Non paghi si sono portati via anche il volante». Cosa se ne fanno di un volante? «La stessa cosa del navigatore: lo rivendono al mercato nero, probabilmente all'estero. Si tratta, infatti, di un volante particolare con tutti i comandi installati e riscaldato. Sono bande che lavorano su commissione».
Uno scenario che trova conferma nelle varie denunce presentate in questi giorni. Sarebbero almeno quattro, infatti, le vetture Bmw colpite dal furto del navigatore satellitare con spaccate simili. Tra queste anche una Serie 5 derubata in via Diaz. Tutti colpi che fanno particolarmente male al portafoglio: «Il preventivo per i danni – chiude Pietrobon – è di 11.000 euro. Spaccando il finestrino, infatti, alcuni vetri sono andati a rovinare anche i sedili posteriori in pelle e andranno sostituiti anche quelli». Intanto da Auto Ikaro, concessionario Bmw in città, arrivano ulteriori conferme. «Nell'ultimo periodo abbiamo cominciato anche noi ad avere alcuni casi in officina. In altre città come Milano, infatti, capita che le vetture vengano colpite in serie. Le spiegazioni sono svariate: c'è chi parla dell'utilizzo dei chip per clonare i bancomat e chi sostiene che i pezzi siano utili all’allestimento di auto rubate. La più verosimile è che il tutto sia venduto illegalmente come componenti all'estero».
Sul caso sta indagando la questura di Bolzano che potrebbe aver individuato gli autori dei furti. I furti sono stati messi a segno in vari punti della città e le immagini dei circuiti di videosorveglianza potrebbero aiutare nell’identificare i malviventi.


