PHOTO
BOLZANO Le truffe ai danni degli anziani, continuano. Una donna residente a Don Bosco, - che aveva cambiato compagnia telefonica - è stata vittima di un tentato raggiro. Ma sono molti altri gli anziani contattati con le stesse modalità. Nei giorni scorsi la signora ha ricevuto una telefonata da parte di un sedicente operatore di una nota compagnia telefonica. Durante il colloquio l’uomo ha informato la vittima che doveva versare 160 euro di penale per aver cambiato compagnia telefonica, cambio effettivamente avvenuto. «Domani – queste le sue parole – un nostro avvocato verrà a prendere il contante». Durante tutto il colloquio, inoltre, l’uomo ha chiamato la signora con il cognome da sposata pur avendo lei tutti i contratti intestati con i dati anagrafici da nubile. La signora si è insospettita ed ha raccontato tutto ai figli che prima l'hanno tranquillizzata e poi hanno cercato di chiarire la questione contattando direttamente la compagnia telefonica che negato pendenze in corso, spiegando poi che i pagamenti non vengono mai riscossi con il “porta a porta”. Difficile capire come i truffatori abbiano saputo del cambio di compagnia telefonica: possibile si sia trattato di una fortunosa coincidenza. Capita anche che queste persone seguano le vittime e ne carpiscono informazioni. In altri casi per spillare soldi organizzano “bombardamenti” su larga scala di e-mail per proporre il cambio di compagnia o per annunciare mancati pagmenti arretrati. Chi risponde si trova ugualmente i finti avvocati alla porta.
Il campionario delle truffe è vario: alcuni si presentano alla porta dei malcapitati come falsi carabinieri o rappresentanti di sedicenti associazioni delle forze dell'ordine. Molto quotate anche i raggiri attraverso sedicenti associazioni animaliste, specialmente se i truffatori si accorgono che l'anziano possiede un cane o un gatto. Su questo fronte sono molto impegnati i carabinieri. Le truffe ai danni degli anziani sono tra i reati più odiosi che si possano verificare e sfuggono alle statistiche. A fronte di numeri esigui (dieci all’anno le denunce presentate ai carabinieri) la sensazione è che il fenomeno sia più accentuato ma che molte persone si vergognino e preferiscano tacere. Il generale del corpo d’armata Carmine Adinolfi, comandante del comando interregionale “Vittorio Veneto” di Padova invita a fare molta attenzione ed ha messo in campo un’azione capillare di prevenzione.


