BOLZANO. Bolzano ha liste d’attesa infinite in Oculistica ma aiuta Bressanone in forte difficoltà per carenza di oculisti. Claudio Volanti - segretario Anaao - chiede reciprocità: «Ci piacerebbe tanto, vista la cronica sofferenza della Medicina e del Pronto soccorso di Bolzano, che succedesse anche il contrario».

A sua volta il presidente dell’Ordine dei medici - Michele Comberlato - fatica a capire la manovra visti i tempi d’attesa cosmici per una visita oculistica al San Maurizio. Da alcuni giorni - infatti - non è più possibile prenotare una visita oculistica (non urgente) a Bolzano.

L'attesa è di 212 giorni, il cittadino slitta così al 2018. In alternativa può puntare sul distretto di Gries (85 giorni di attesa negli ambulatori di via Amba Alagi con le prenotazioni che riaprono però a settembre) o salire in macchina e andare al distretto di Egna (56 giorni di attesa) che però resterà a sua volta scoperto da giugno (mentre adesso un oculista convenzionato visita tre volte la settimana): si creerà quindi un ulteriore buco e resterà scoperta tutta la Bassa atesina.

In questo scenario succede che anche la periferia sia in forte sofferenza con l'ospedale di Brunico che perde 4 oculisti, resta con 3 specialisti e chiede aiuto perchè deve supportare Bressanone, Vipiteno e San Candido. E così il direttore del Comprensorio di Brunico - Walther Amhof - ha invocato una soluzione provinciale arrivata attraverso la mediazione del direttore sanitario dell’Asl.

La soluzione è chiara: Bolzano che dispone di 14 specialisti in Oculistica darà una mano almeno a Bressanone. Succede così che 6/7 specialisti di Bolzano - a rotazione - andranno a lavorare a Bressanone. Lo faranno su base volontaria e fuori orario e per il loro impegno saranno pagati 75 euro lordi all’ora.

Così Volanti: «In ogni caso è evidente che senza sviluppare la specialistica territoriale e quella convenzionata gli ospedalieri non sono in grado di coprire tutto il territorio provinciale. Non sono in grado adesso e soprattutto in prospettiva futura. Erano problemi che andavano affrontati già anni fa, l’avevamo detto anche all’ex direttore generale Andreas Fabi! Così oggi la sofferenza è cronica. Hanno chiesto e ottenuto che gli oculisti del San Maurizio vadano a dare una mano a Bressanone ma chi viene a Bolzano a ripristinare le piante organiche di Pronto soccorso e Medicina? Mi risulta anche - tra il resto - che sia stato sospeso il tavolo paritetico che avrebbe dovuto dare risposte precise e rapide in merito alle auspicate soluzioni che l’assessore Stocker vuole avere entro la fine del mese proprio sul Pronto soccorso. Avevamo chiesto assunzioni e misure immediate per fronteggiare la doppia emergenza ma non mi risultano assunzioni nè a Medicina, nè al Pronto soccorso. Ed a brevissimo se ne andrà anche il primario di Medicina, Christian Wiedermann. In questo scenario - e ovviamente non è colpa dei nostri colleghi - Bolzano dà una mano, ma gli altri non lo fanno. E questo non è corretto».

Comberlato spiega che serve una chiara programmazione aziendale e non è spostando risorse da una parte all’altra che si risolvono le questioni. Resta da capire cosa dirà l’assessore Stocker che aspetta di avere sul tavolo, entro il 31 maggio, un piano concreto: «I cittadini - quando stanno male - devono poter essere accolti in maniera adeguata ed assistiti in tempi congrui». Insomma l’assessore non accetta più di 10 ore di attesa. Caustico Volanti: «Non mi risulta che ci sia alcun piano».