Uno spazio che non c'era, una piazza. Ecco cosa è diventato in una sera d'estate il cortile del Museo Civico. Aiuole, percorsi pedonali, illuminazione, risanamento delle vecchie centraline dell'azienda elettrica. E in prospettiva la possibilità che diventi un "lapidarium", luogo in cui verranno raccolti i reperti della lunga stagione del Novecento, di regime e no, sparsi per la città e la provincia. Magari anche gli originali della lupa e del leone. La riqualificazione del cortile interno del Civico è stato anche il lascito dell'ex assessore Sandro Repetto ma, soprattutto, uno dei passaggi più visibili di quel percorso di risanamento che sta interessando il museo dopo decenni di abbandono e degrado.