BOLZANO. Una storia che a sentirla sembra incredibile. Eppure è successo sabato pomeriggio a Bolzano, in via Cagliari. Uno stormo di corvi si posa sul tetto del palazzo al civico 52. Dopo pochi minuti gli uccelli iniziano a gracchiare. «Un rumore infernale - racconta la signora Irene Madlener Frasca che vive nel condominio di fronte -. Mi sono affacciata: una scena incredibile. I corvi erano agitati, aprivano le ali e gracchiavano in modo ossessivo. Come nel film di Hitchcock (Gli uccelli, ndr). Sembravano urla umane. La cosa pazzesca è che non smettevano, passavano i minuti e continuavano con ancora più forza». La signora non sa ancora che, quella foga, è una richiesta d'aiuto. «Mi sono spaventata, pensavo fossero pericolosi, ho chiamato i vigili del fuoco per farli allontanare».

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I pompieri arrivano con l'autoscala. Salgono sul tetto. Raggiungono i corvi pensando di cacciarli, invece, ne trovano uno incastrato nella grondaia. E capiscono. Ecco perché gracchiano. Chiedono - a loro modo - aiuto.

I pompieri estraggono l'uccello con delicatezza, è ferito ma vivo. Lo ripongono in una cesta per affidarlo - più tardi - al veterinario. Appena gli altri corvi vedono il "compagno" al sicuro, si alzano in volo e se ne vanno. «Una scena commovente - racconta la signora Frasca -. Voglio ringraziare i pompieri che hanno dimostrato sensibilità e professionalità straordinarie».

Una storia che fa riflettere sulla sopravvivenza degli animali in ambiente urbano e sulla convivenza con gli esseri umani. E che, in un certo senso, si lega a quella della capretta scappata dal mattatoio di Bolzano, per non finire fatta a pezzi. Solo che, in questo caso, il lieto fine non c'è stato. Riacciuffata per le strade della zona industriale è stata riconsegnata al macello. Per lei nessuna salvezza.

LA CAPRA CHE SCAPPA DAL MACELLO, LEGGI LA STORIA