BOLZANO. I Verdi di Bolzano scelgono all'unanimità Alberto Faustini, 60 anni, giornalista, come candidato sindaco della coalizione di centrosinistra per le elezioni del 4 maggio. La votazione venerdì sera  - in cui si è ribadita la "priorità di tenere unita la coalizione e la piena fiducia alla candidata sindaca Chiara Rabini" - dopo l'audizione da parte dei segretari dei partiti (Pd, Verdi-Sinistra,TeamK, M5S, Lista Caramaschi, Socialisti, Restart, Rifondazione) dei quattro potenziali candidati: oltre a Faustini, Juri Andriollo, assessore del Pd, Chiara Rabini, assessora dei Verdi, Renato Sette di Restart.

Ma Juri Andriollo - 49 anni, avvocato, assessore forte di otto anni di esperienza amministrativa che può contare oltre che sull'appoggio del suo partito su quello della Lista Caramaschi - non molla: «Prendo atto della scelta dei Verdi e chiedo la convocazione urgente della segreteria del Pd per una valutazione della situazione complessiva».

La coalizione a questo punto è spaccata: Verdi e Team K dettano la linea al Pd che, in quanto partito più forte, doveva avere la "golden share" nella scelta del candidato sindaco. Il segretario del Partito Democratico Carlo Bettio è combattuto tra la necessità di tenere assieme a tutti i costi una coalizione di centrosinistra che sia la più ampia possibile e la volontà di nominare un candidato sindaco che sia del Pd, dopo nove anni di Renzo Caramaschi (civico). Altissima la tensione, ieri sera dopo la diffusione della nota dei Verdi, all'interno del Pd. Il rischio, a questo punto, è che si spacchi anche il Partito democratico.

Lo scontro sui voti

«La partita è tutt'altro che chiusa - mette le mani avanti Bettio -: ci saranno altre riunioni di coalizione. Prima di arrivare alla scelta del candidato bisognerà votare l'adesione al programma e poi si dovrà trovare l'intesa sul metodo di voto. La priorità resta una coalizione che sia il più ampia possibile». È facile prevedere che sarà battaglia sui criteri.Ogni partito conterà un voto - come vorrebbero ad esempio i Socialisti e più in generale i "piccoli" - oppure verrà dato a ciascuno un "peso" diverso, a seconda di quelli che sono stati i voti o i seggi conquistati alle ultime elezioni comunali?Andriollo può contare sull'appoggio del suo partito che in Comune a Bolzano ha sei rappresentanti; più i quattro consiglieri della Lista Caramaschi. «Nulla da togliere a Faustini - il commento del sindaco Renzo Caramaschi - però Andriollo ha dalla sua una buona esperienza amministrativa. Competenza che è emersa - mi dicono - anche durante l'audizione di qualche giorno fa». Il sindaco uscente, da sempre contrario all'allargamento della coalizione al TeamK, attacca il segretario del Pd: «Questo è risultato della gestione di Bettio: ha imposto qui le larghe intese dettate dal Pd a livello nazionale. Ma Bolzano non è Padova e neppure Roma».

Poi c'è Luca Di Biasio, segretario della Sinistra, che però non ha rappresentanti in Comune e quindi, come per gli altri partiti minori, bisognerà vedere come verrà valutato il suo eventuale voto: «La nostra candidata ideale sarebbe stata Luisa Gnecchi. In alternativa vedrei meglio Andriollo come candidato sindaco, perché la sua carta vincente è la capacità amministrativa acquisita nel corso degli anni».L'ingegner Renato Sette, anche lui nella quaterna dei potenziali candidati, non si sbilancia sui nomi, ma avverte: «Noi stiamo dentro questa coalizione solo se si va avanti assieme».

Teamk e Verdi compatti

I sostenitori "forti" di Faustini sono i Verdi che in consiglio comunale hanno cinque consiglieri e il TeamK con due. Oltre a questi può contare sull'appoggio dei Socialisti e M5S che però non hanno rappresentanti in Comune. Lo stesso dicasi per Rifondazione comunista: «Ad esprimersi - spiega il segretario Michelangelo Zanghi - sarà alla fine il nostro comitato politico, ma Faustini è più conosciuto di Andriollo. Con lui la coalizione di centrosinistra ha più chance di vincere». Ogni decisione a questo punto è rinviata ai prossimi giorni, al momento però la coalizione sembra orientata più su Faustini. A lui si riconoscono quelle capacità comunicative che, a detta dei suoi sostenitori, sarebbero indispensabili per vincere la sfida contro il candidato del centrodestra Claudio Corrarati. A preoccupare però è il secondo turno, quando sarà decisivo avere l'appoggio della Svp. Il partito di raccolta, che ha già grosse difficoltà a stare in giunta in Comune con i Verdi, difficilmente accetterà di avere in coalizione per i prossimi cinque anni il TeamK. Anche perché non bisogna dimenticare che in Provincia la Svp governa con il centrodestra. Per questo all'interno della coalizione si continua a ripetere che bisogna vincere al primo con un largo margine.