BOLZANO. Era un gruppo tutto bolzanino a colpire a ripetizione nei bar cittadini dotati di videopoker, le classiche macchinette mangiasoldi entrate nel mirino di chi intende ottenere con furti a rischio limitato. Ne sono convinti gli inquirenti dopo l'arresto dell'altra notte per il colpo alla Frilo. Come si ricorderà l'operazione di polizia portò all'arresto di Nicole Bartoletta, bolzanina di 21 anni. Era nel furgoncino scuro, un minvan della Volkswagen, notato mentre in piena notte si allontanava in velocità della zona del supermercato Frilo da dove una signora aveva sentito provenire rumori di micidiali colpi di mazza. Mentre altre pattuglie furono indirizzate in zona, un equipaggio della Volante si mise all'inseguimento del furgone che percorse tutta via Claudia Augusta in direzione nord a forte velocità. All'altezza del civico 8, poco prima dell'incrocio con via Santa Geltrude, il furgone Volkswagen, probabilmente anche a seguito della pioggia battente, sbandò andando a schiantarsi dapprima contro un'auto in sosta, una Renault, e poi contro una struttura esterna in cemento di un caseggiato. Il minivan subì gravi danni e le tre persone che vi erano a bordo tentarono immediatamente una fuga a piedi. Due malviventi uomini riuscirono come noto a far perdere le loro tracce, la terza persona - una giovane donna - fu invece bloccata ed arrestata. La giovane donna è a disposizione della magistratura nel carcere di Rovereto. Ma l'attenzione degli inquirenti è rivolta anche agli altri due componenti della banda che sono riusciti a fuggire. Uno sarebbe il titolare del minivan utilizzato per la fuga ed abbandonato sul luogo dello schianto. Il secondo è un amico di sventura. La polizia avrebbe già identificato i due, che sono riusciti ad evitare l'arresto la notte del colpo facendo sparire anche il bottino di 9400 euro sottratti dalla cassaforte sventrata del supermercato. Ma gli inquirenti sono convinti che la banda, tutta bolzanina, abbia colpito anche in precedenza in città. Sul luogo di diversi colpi alle slot, i testimoni avevano infatti indicato la presenza del minivan colore scuro usato dai banditi per la fuga. I due banditi fuggiti, pur identificati, non possono per il momento essere arrestati a seguito della trascorsa flagranza. Raccolte le prove a carico, la polizia chiederà a questo punto alla magistratura l'emissione di un ordine di custodia cautelare per evidente pericolo di reiterazione del reato, dato che la banda in passato avrebbe dato dimostrazione di essere pronta a colpire a ripetizione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA