BOLZANO. Mancata assegnazione di aree edificabili: accodandosi a Provincia, Ipes, Confcooperative, Acli e Kvw, ora anche l'Udc Repetto richiama all'ordine la sua stessa maggioranza, chiedendo un chiarimento urgente alla giunta. «Bolzano cresce di 700-800 unità all'anno. Se non si decide qualcosa, fra tre o quattro anni non sarà partito nemmeno un cantiere e sarà emergenza casa. Le soluzioni finora prospettate sono esclusivamente di lungo periodo. Per il breve e medio non c'è praticamente nulla». «Parto dalle dichiarazioni del generale Primicerj riguardo alle caserme Huber di viale Druso. Già ne ero a conoscenza, ma quelle affermazioni mi hanno colpito: perché l'area si liberi e si possa cominciare con demolizioni e nuove costruzioni, passerà minimo un decennio». Ma Bolzano non può permettersi di attendere tanto a lungo. Dal 2004 il municipio non assegna aree. Il Comune è l'unico della provincia a non aver individuato terreni per far partire il programma pro ceto medio individuato dalla Provincia. L'Ipes non sa dove costruire. Per non parlare delle coop. Il bubbone sta per scoppiare. Probabilmente già questa sera alle ore 18.30: Confcoop, Kvw e Acli hanno convocato un'assemblea pubblica presso la sala di rappresentanza del Comune. Hanno invitato sindaco, vice e assessore all'urbanistica per porre tre semplici quesiti: quali aree, quanti alloggi, in quanto tempo. Confcooperative ha già lanciato un ultimatum: se entro sei mesi il Comune non individuerà concretamente delle soluzioni attuabili in tempi brevi, le cooperative lo by-passeranno, facendosi concedere i terreni dalla giunta provinciale. Anche il presidente Durnwalder, nella relazione accompagnatoria sul bilancio preventivo 2011 della Provincia, ha bacchettato il Comune: l'anno prossimo in tutta la Provincia si inizierà a costruire gli alloggi per il ceto medio. Non a Bolzano, perché il municipio ancora non ha individuato le aree. Ora arriva un altro carico pesante, dalle file della stessa maggioranza: il consigliere Udc Sandro Repetto fa un ragionamento di una semplicità disarmante: «Dal 1997 la popolazione di Bolzano aumenta di 700-800 unità l'anno. Il trend non accenna a diminuire. Per il momento reggiamo ancora, grazie a Firmian e Casanova. Ma, vista l'attuale lentezza decisionale, temo che nel giro di tre o quattro anni non solo non sarà stato edificato nulla, ma non saranno neanche aperti i cantieri. E a quel punto, sarà emergenza casa». Repetto chiede quindi una riflessione alla maggioranza, «perché si trovi il modo di mettere a disposizione dei fazzoletti in tempi rapidi. L'assessore Pasquali non continui a parlarci delle aree individuate dal Masterplan. Sappiamo tutti che sono soluzioni di lungo termine. Per il breve, ma anche per il medio periodo, non c'è quasi nulla. Qualcuno parla di varianti anticipatorie per l'areale ferroviario, inutili se ancora non si sa cosa uscirà dall'Arbo. E lì siamo in un momento di impasse sulle nomine». Figurarsi quanto tempo occorrerà per il resto. «Le Huber non sono una soluzione; non lo è la zona artigianale di via Druso. Costruire sul costruito, propone l'assessore. Ma cos'è il costruito? Ciò che è già abbattuto o ciò che dev'essere ancora raso al suolo?». Repetto auspica una rapida presa di coscienza soprattutto dentro al Pd, «all'interno del quale militano diversi ex amministratori di Confcoop... Martedì discuteremo delle cantine di Gries fino a mezzanotte. Mi auguro si faccia lo stesso anche per individuare subito nuove aree. Basta ipocrisie urbanistiche sul verde agricolo».

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