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BOLZANO. Quest'anno il tradizionale pranzo di Natale per i poveri di Bolzano ha rischiato di saltare. Il Comune, infatti, per la prima volta non ha contribuito all'organizzazione del pranzo. Ma alla fine le associazioni e la cooperativa Clab sono riusciti a mettere insieme un po' di soldi per offrire 800 pasti ai meno fortunati.
Era quasi diventata una sorta di «manifestazione» tradizionale per tutti quelli che a Natale sono soli, senza un tetto sopra la testa, ma anche per extracomunitari con i propri cari lontani, pensionati che fanno fatica ad arrivare a fine mese, che non ce la fanno con la loro pensione e che piuttosto che passare il giorno di Natale soli davanti al televisore raggiungevano la cooperativa Clab di via Perathoner dove trovavano un piatto caldo che li attendeva e tanti loro «simili» con i quali passare qualche ora spensierata.
«Negli anni passati - spiega il presidente della cooperativa Sante Vittorio Giandon - il Comune si faceva sempre vivo. Il giorno di Natale gli assessori Patrizia Trincanato e Stefano Pagani venivano di persona presso la mensa ed insieme ai volontari servivano i poveri, i clochard, i pensionati, le badanti, gli extracomunitari, tutti quelli che non potevano permettersi un pranzo decente per Natale».
Invece quest'anno l'assessorato alle Politiche Sociali, in mano all'assessore Mauro Randi, non si è messo in contatto con la cooperativa: «Otto giorni prima di Natale - spiega Giandon - ho deciso che avrei fatto tutto il possibile per offrire il pranzo ai più poveri». E ci è riuscito: insieme alle diverse associazioni di volontariato il presidente di Clab è riuscito ad offrire ad ottocento persone il pranzo tra Natale e il giorno di Santo Stefano.
«Le varie associazioni hanno messo a disposizione le strutture - conclude il presidente Giandon - Una sessantina di persone si sono ritrovate presso la Caritas mentre gli altri hanno raggiunto le sale in via Renon. Non capisco cosa sia successo e per quale motivo il Comune quest'anno non abbia voluto offrire il pranzo di Natale per i poveri. E' un avvenimento oramai importante in città. Solo l'anno scorso erano oltre 350 le persone che si sono recati presso la mensa. Immaginate di essere soli, di avere i familiari lontani o di non avere nemmeno più una famiglia. A Natale tutto è chiuso, non ci sono posti per loro. E noi non abbiamo voluti dimenticarli».
L'assessore comunale alla Cultura, Patrizia Trincanato, negli ultimi anni è sempre riuscita a trovare i soldi per il pranzo. In fondo l'anno scorso si parlava di 1.500 euro donati dal Comune ai più poveri.
«Non so come mai l'attuale assessore non abbia fatto avere i soldi alla cooperativa - precisa Patrizia Trincanato - Io negli anni passati l'ho organizzato e partecipavo al pranzo. Io comunque lo ricordo con piacere».
Era quasi diventata una sorta di «manifestazione» tradizionale per tutti quelli che a Natale sono soli, senza un tetto sopra la testa, ma anche per extracomunitari con i propri cari lontani, pensionati che fanno fatica ad arrivare a fine mese, che non ce la fanno con la loro pensione e che piuttosto che passare il giorno di Natale soli davanti al televisore raggiungevano la cooperativa Clab di via Perathoner dove trovavano un piatto caldo che li attendeva e tanti loro «simili» con i quali passare qualche ora spensierata.
«Negli anni passati - spiega il presidente della cooperativa Sante Vittorio Giandon - il Comune si faceva sempre vivo. Il giorno di Natale gli assessori Patrizia Trincanato e Stefano Pagani venivano di persona presso la mensa ed insieme ai volontari servivano i poveri, i clochard, i pensionati, le badanti, gli extracomunitari, tutti quelli che non potevano permettersi un pranzo decente per Natale».
Invece quest'anno l'assessorato alle Politiche Sociali, in mano all'assessore Mauro Randi, non si è messo in contatto con la cooperativa: «Otto giorni prima di Natale - spiega Giandon - ho deciso che avrei fatto tutto il possibile per offrire il pranzo ai più poveri». E ci è riuscito: insieme alle diverse associazioni di volontariato il presidente di Clab è riuscito ad offrire ad ottocento persone il pranzo tra Natale e il giorno di Santo Stefano.
«Le varie associazioni hanno messo a disposizione le strutture - conclude il presidente Giandon - Una sessantina di persone si sono ritrovate presso la Caritas mentre gli altri hanno raggiunto le sale in via Renon. Non capisco cosa sia successo e per quale motivo il Comune quest'anno non abbia voluto offrire il pranzo di Natale per i poveri. E' un avvenimento oramai importante in città. Solo l'anno scorso erano oltre 350 le persone che si sono recati presso la mensa. Immaginate di essere soli, di avere i familiari lontani o di non avere nemmeno più una famiglia. A Natale tutto è chiuso, non ci sono posti per loro. E noi non abbiamo voluti dimenticarli».
L'assessore comunale alla Cultura, Patrizia Trincanato, negli ultimi anni è sempre riuscita a trovare i soldi per il pranzo. In fondo l'anno scorso si parlava di 1.500 euro donati dal Comune ai più poveri.
«Non so come mai l'attuale assessore non abbia fatto avere i soldi alla cooperativa - precisa Patrizia Trincanato - Io negli anni passati l'ho organizzato e partecipavo al pranzo. Io comunque lo ricordo con piacere».
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