BOLZANO. Tristano Vicini, il funzionario dell’assessorato proviunciale ai trasporti prima sospeso e poi licenziato dall’amministrazione provinciale circa un anno fa, dovrà essere reintegrato nel suo posto di lavoro, nel suo ufficio con la sua qualifica. Gli dovranno essere pagati anche tutti gli arretrati.
La sentenza è stata emessa dal giudice del lavoro Lorenzo Puccetti che ha accolto pressochè in toto le istanze dell’avvocato Gianni Lanzinger. In sostanza il giudice ha annullato con effetto immediato la delibera della giunta provuinciale in base alla quale, nel maggio dell’anno scorso, Vicini era stato sospeso ed anche quelle successive riguardanti la revoca degli incarichi professionali e poi il licenziamento. Le motivazioni della sentenza sono già state depositate. La sentenza dunque dovrà essere eseguita subito anche se l’amministrazione provinciale dovesse decidere di impugnare il provvedimento in appello.
Per l’amministrazione pubblica un brutto colpo, anche a livello di immagine dato che il giudice ha in sostanza stabilito che il funzionario venne silurato illegalmente dopo essere entrato in «rotta di collisione» con il potere politico in relazione alle concessioni «fantasma» alla Sad e all’esposto inviato alla magistratura. Una vicenda, come si ricorderà, che portò all’avvio di un’inchiesta penale anche a carico dell’assessore Thomas Widmann. Tristano Vicini fu sospeso su delibera della giunta provinciale e mandato a casa. Le prime istanze inoltrate con ricorso gerarchico alla giunta provinciale rimasero lettera morta. L’avvocato difensore Gianni Lanzinger fece presente che il dottor Vicini, avendo vinto un concorso pubblico aveva il diritto ed il dovere di svolgere il suo lavoro. In realtà venne deciso di espropriarlo di tutto lasciandolo al minimo di stipendio per mesi sino a giungere al licenziamento in tronco. Forse già domani Tristano Vicini tornerà nel suo ufficio di direttore dell’ufficio mobilità e riprenderà possesso delle sue funzioni.
L’avvocato Gianni Lanzinger ha espresso soddisfazione per la decisione del giudice del lavoro. «E’ stato un processo che ha bruciato molte tappe anche sotto il profilo del tempo che si è reso necessario per arrivare alla sentenza di primo grado. La magistratura ha lavorato molto bene». Come già accennato tutte le istanze del funzionario licenziato in tronco sono state accolte ad eccezione di una. Il giudice non ha ritenuto di dover accertare l’eventuale illegittimità del comportamento dell’assessore Thomas Widmann e dal funzionario Gianfranco Jellici nei confronti del ricorrente. La sentenza ha colto di sorpresa i responsabili provinciali. «Presumo che la giunta decida di fare subito appello - ha commentato ieri sera il dottor Engelbert Schaller, direttore di ripartizione del personale - ho sempre ritenuto molto grave il comportamento del dottor Vicini come dirigente. Penso che la tutela nel settore pubblico sia troppo elevata, nel settore privato un fatto così sarebbe impensabile».

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