BOLZANO. Riunione in casa Pd per sbloccare una situazione che rischiava di incancrenirsi. «Ci siamo chiariti», dice al termine la capogruppo in consiglio comunale. «Si tratta di comunicare tra di noi più e meglio di prima», così il coordinatore cittadino, Massimo Capelli. La convocazione è per le 18 in municipio. Ci sono quasi tutti, 6 degli 8 consiglieri comunali democratici, insieme al primo cittadino, ai due assessori Chiara Pasquali e Mauro Randi e allo stesso Capelli. «Siamo andati sul concreto, parlando di programma e di risposte politiche ad una serie di problemi, primo fra tutti i tagli di bilancio», ancora Franca Berti. La giornata, in casa Pd, non è stata delle migliori. Al mattino il sindaco ha replicato alle critiche nei suoi confronti giunte negli ultimi giorni dalla stessa Berti e soprattutto dal segretario politico Antonio Frena. Una situazione che, secondo la parlamentare Luisa Gnecchi, era legata ad una sorta di «cesarismo» del sindaco. Ecco che al partito ed a parte del gruppo consiliare non erano andate giù alcune decisioni prese da Spagnolli in assoluta autonomia, come quelle riguardanti Perini all'Ae o quella di Francesca Pasquali, sorella dell'assessore comunale. Ma in questa fase è soprattutto il rapporto tra il segretario Frena e il sindaco che è andato deteriorandosi. Mentre a livello di gruppo consiliare la riunione di ieri è stata una sorta di catarsi per evitare che le tensioni si riflettano anche nel lavoro in Comune e passata la fase delle nomine, si possa riprendere il lavoro su temi concreti. Certo a Spagnolli non dev'essere andato giù il trattamento che Frena gli ha riservato nelle ultime settimane, vedi anche la «scomparsa» della giunta comunale dalle ultime newsletter del partito. Un iscritto segnala, ad esempio, come nell'ultimo numero del bollettino che il partito spedisce a iscritti e simpatizzanti sia il vicecapogruppo Mauro De Pascalis ad illustrare il bilancio comunale e non un esponente della giunta targato Pd. Piccoli screzi tra il vertice di piazza Domenicani e il borgomastro.
L'assessore Mauro Randi getta acqua sul fuoco delle polemiche. «Bisogna rimanere tranquilli, la gente fa fatica a comprendere queste dinamiche. La discussione ci vuole, ma pensiamo a risolvere i problemi concreti», dice Randi. Ieri alla riunione tutti hanno preso la parola. Unici assenti, tra i consiglieri, Sergio Bonagura e Primo Schönsberg. «Dobbiamo arrivare ad un chiarimento su temi politici di cui la città ha bisogno e questo è il mio obiettivo e di tutto il partito, per affrontare tematiche di natura cittadina. Lo si può fare con un maggiore confronto, prendendo decisioni che siano condivise e non unilaterali», così Franca Berti, prima della riunione. Poi, al termine, è la stessa capogruppo a dirsi soddisfatta dell'esito dell'incontro. «Siamo andati sul concreto, parlando di programmi rispetto ai tagli, ecco le politiche sociali e piazza Matteotti. Siamo tornati a parlare di progettualità soprattutto di fronte ai tagli di bilancio che si prospettano per l'anno prossimo», evidenzia Berti, ponendo l'accento sui tagli riferiti al settore cultura.
La tregua sembra arrivata nel Pd, almeno in municipio, dopo le esternazioni del mattino da parte del sindaco. Replica agli attacchi nei suoi confronti degli ultimi giorni. Alla sera il primo cittadino non commenta quanto successo nel corso della riunione. Il malessere tra Spagnolli e i vertici del suo partito è esploso in tutta evidenza. In Comune hanno cercato di porvi rimedio e l'unica medicina è quella del fare. Sul tappeto i problemi della città e forse delle visioni strategiche per il capoluogo di cui dovrebbe farsi carico anche il partito nel suo complesso.

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