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BOLZANO. «L’idea ci è venuta tornando a casa con la spesa di tutti i giorni per una famiglia di quattro persone: non tante cose, ma tantissimi imballaggi. Ovvero carta, cartone, barattoli, vetro e soprattutto plastica».
È così che davanti a quella montagna di rifiuti da selezionare e mettere nelle campane verdi, gialle e blu a Stefan Zanotti - 40 anni bolzanino, titolare di un’azienda che distribuisce bevande - e a sua moglie Maria Lobis - 33 anni, ostetrica di Renon, due figli, un maschietto di un anno e una femminuccia di tre e mezzo - hanno deciso di coniugare la passione per il mondo bio con il desiderio di fare la propria parte nella riduzione di imballaggi, aprendo, nei prossimi mesi, un negozio di prodotti tutti sfusi.
«Da noi - spiega Lobis, la più giovane di una famiglia di 12 figli che dopo aver lavorato all’ospedale San Maurizio e alla Clinica Santa Maria oggi fa la libera professione, organizzando in particolare corsi per future mamme - i clienti potranno acquistare prodotti food e no food, oltre a qualche capo di abbigliamento particolare per mamme e bambini; abbiamo trovato anche una ditta che produce pannolini con una parte lavabile e un’altra compostabile. In questi mesi abbiamo fatto una piccola ricerca di mercato per vedere se ci sarebbe l’interesse per un negozio di questo tipo e la risposta è stata più che positiva, ovviamente bisognerà vedere se passando dalla teoria alla pratica, il risultato sarà lo stesso. Inoltre, abbiamo preso contatto con le aziende che fanno prodotti sfusi e non sono tantissime. Ciò significa che il cliente non può pensare di trovare, come in un qualsiasi negozio tradizionale, dieci tipi di detersivo o, per fare un esempio, venti di pasta».
La mancanza di imballaggi, oltre a ridurre al minimo la raccolta differenziata, consentirà anche di risparmiare un po’ sulla spesa?
«In parte forse sì. Il nostro obiettivo principale non è comunque il risparmio, ma la qualità dei prodotti. Riteniamo che oggi il cliente sia sempre più attento a ciò che mangia; a come e dove un determinato prodotto viene coltivato o comunque fatto. Per questo puntiamo sul bio, inserendo anche qualcosa di vegano, visto che pure in Alto Adige sta crescendo il numero di coloro che non mangiano nulla che derivi dagli animali».
L’intenzione è di aprire il nuovo negozio di sfusi dopo l’estate, ma se il locale si trovasse prima, si potrebbero anche anticipare i tempi.
«Stiamo cercando qualcosa in centro storico: ideale potrebbe essere via Bottai o via Streiter. Il problema sono i prezzi molto salati degli affitti. Ormai comunque, costi quel che costi, siamo decisi a lanciarci in questa avventura nella convinzione che possa andare bene».


