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BOLZANO. Al giornale continuano ad arrivare le proteste dei pazienti in attesa ore al Pronto soccorso del San Maurizio - con i familiari costretti ad aspettare fuori per il Covid - ma anche le lodi al personale alle prese con carichi di lavoro impressionanti.
Il primario Mario La Guardia dice che la situazione già al limite in periodo normale con l’estate è peggiorata.
«Capisco i pazienti, ma stiamo facendo veramente miracoli. Ci mancano soprattutto medici e anche qualche infermiere. L’organico completo prevede 25 specialisti in servizio ma ce ne sono solo 18. E siamo in sofferenza. Abbiamo 250 accessi medi che in certe giornate toccano i 290 e siamo alle prese con personale in ferie, gli incidenti ed i malori dei turisti ed un servizio di Urgenza ancora diviso tra pre-triage Covid ed Emergenza “pulita”». Il primario sottolinea come il problema non sia solo dell’ospedale di Bolzano.
«La crisi del Pronto soccorso sta colpendo tutta l’Italia, da nord a sud, con chiusure deleterie. Noi riusciamo ancora a reggere, ma vi assicuro che è veramente dura». Si chiude perchè nessuno vuol lavorare in prima linea. Perchè le condizioni in cui operanop i medici e gli infermieri di Pronto soccorso non consentono i giusti e necessari tempi di riposo, di recupero psico-fisico, perchè i turni sono massacranti e si vive sotto la spada di Damocle di possibili conseguenze giudiziarie. Troppi rischi, troppa responsabilità. Resta da capire se l’ambulatorio “cure primarie” aperto nel 2019 per smaltire i codici bianchi e verdi stia reggendo l’urto.
«Di solito ci dà una mano importante - dice La Guardia - ma con 250/290 accessi al giorno può fare poco». Con questi numeri va in crisi tutta l’organizzazione. Il primario dice che una mano importante per sostenere nelle lunghe attese i pazienti anziani, arriva dai volontari della Croce rossa. «Sono bravissimi e da luglio ci danno una mano cinque giorni su sette, da venerdì al martedì. Il loro lavoro è preziosissimo, colgo l’occasione per ringraziarli».
Ma l’Asl che dice? Cosa si può fare per tamponare il problema che sembra irrisolvibile? La riposta è lapidaria. «La popolazione non può pensare per ogni cosa di presentarsi al Pronto soccorso. Gli specialisti mancano in tutta Italia, li stiamo cercando in tutti i modi anche con contratti libero professionali ma non è per nulla facile».


