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BOLZANO. Il questore Lucio Carluccio lascerà la guida della polizia alla fine dell'anno. Raggiunti i 40 anni di servizio, dunque, andrà in pensione a conclusione di tre anni e mezzo passati in Alto Adige. Ad ufficializzare la notizia è stato questa mattina direttamente il capo della polizia Franco Gabrielli che nel tradizionale ritrovo pre natalizio con i questori ed i i dirigenti degli uffici della polizia del Nord Italia ha voluto elogiare il questore di Bolzano. “Ringrazio Carluccio per gli anni di grande impegno profuso nell'amministrazione della pubblica sicurezza. In particolare è degna di nota l'impeccabile gestione dei flussi migratori coordinata in Alto Adige negli ultimi due anni”.
Diversi gli incarichi ricoperti da Carluccio prima di arrivare a Bolzano. Entrato in servizio nel 1976, originario della provincia di Lecce ma romano d'azione, Lucio Carluccio è stato dirigente della squadra volante, della mobile e della Digos a Milano, direttore del servizio centrale operativo (il massimo organo investigativo della polizia di Stato) a Roma, vice direttore tecnico della Dia (Direzione Investigativa Antimafia), questore di Lodi e di Brescia (dal 2011 al 2013). A maggio 2013 l'arrivo a Bolzano.
Il suo nome è stato anche legato alle prime indagini, dal dicembre 1997 al settembre 1998, sul rapimento dell'imprenditrice Alessandra Sgarella da parte di una banda del cosiddetto clan Lumbaca a Milano. Negli anni di lavoro alla Dia sequestrò 8 miliardi di euro ed arrestati oltre mille criminali. “Furti e alcol sono la priorità di questa città – disse Carluccio il giorno dell'insediamento in Largo Palatucci – e ai cittadini chiedo sempre di collaborare per la sicurezza”. Un orientamento mantenuto per tutto il periodo di comando. (a.c.)


