BOLZANO. Il sindaco attacca il segretario Pd e la capogruppo in consiglio comunale. A Spagnolli non piace la gestione del partito: «Sul tema dell'energia non c'è mai stato un confronto». Secca, poi, la replica alle critiche di Frena sull'immobilismo del Comune.
È uno Spagnolli a tutto campo quello che esterna le sue perplessità sulla conduzione del partito di cui fa parte. Sono appena terminate le cerimonie per i Caduti in piazza Municipio. «Nella finanziaria 2011 della Provincia c'è una norma che riguarda le concessioni per le derivazioni idro-elettriche e quindi anche Azienda energetica ed il partito non si è mai confrontato su questo tema. Il Pd deve svolgere una funzione di dibattito e l'ha fatto molto poco», sottolinea il primo cittadino. Poi un frecciata al segretario Antonio Frena che all'Alto Adige aveva parlato di problema politico col sindaco. «Perde tempo», aveva detto Frena riferendosi al borgomastro. «Ma quale immobilismo del Comune, abbiamo sviluppato in questi anni una serie di piani di settore che adesso devono essere messi in pratica, vadano a vedere in altre città quanti e quali problemi hanno», sottolinea Spagnolli. «Se qualcuno nel mio partito intendesse ritirarmi la fiducia sarebbe un suicidio politico», ancora il primo cittadino. A Frena ricorda che «dovrebbe essere soddisfatto di averlo come sindaco, perché è grazie alla vittoria del sottoscritto alle comunali che lui è segretario di un partito di maggioranza a Bolzano». E alle critiche della capogruppo Franca Berti di poca condivisione sulle decisioni tra giunta e partito, Spagnolli dice: «Forse qualcuno che ha preso qualche voto pensa di poter mettere il naso dappertutto». «Ma è possibile che il Partito democratico guardi sempre al passato e non al futuro, io cerco di farlo, come quando ragiono di alleanze politiche per il futuro, che consentano al gruppo italiano di essere interlocutore con maggior peso di fronte a quello tedesco», ancora il sindaco. «Non si tratta tanto di quanto farà il sottoscritto nel 2013, perché voglio fare il sindaco per tutto il mandato, quanto piuttosto pensare agli interessi del gruppo italiano nel suo insieme, non necessariamente con raggruppamenti territoriali», evidenzia Spagnolli.
Insomma, il primo cittadino sposta il discorso dalle problematiche del capoluogo a quelle interne al Partito democratico. E ne viene fuori un quadro che non è certamente idilliaco nei rapporti tra chi dirige il comune capoluogo e chi sta al vertice in piazza Domenicani. Ieri sera una riunione tra una buna parte del gruppo consiliare, il coordinatore cittadino Massimo Capelli e lo stesso Spagnolli per cercare di raggiungere una tregua e riportare il sereno in casa Pd. Ma le parole del sindaco contro Frena e Berti indicano una certa insofferenza del sindaco alle uscite del segretario e della capogruppo. «Invece di criticare, potrebbe valorizzare il lavoro che facciamo in municipio», dice Spagnolli riferendosi al segretario. E tra i due il clima è rovente. Il sindaco si sente lasciato solo da un partito che «non è più da tempo un contenitore in cui discutere e risolvere problemi».

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