BOLZANO. Via libera, in alcune zone della città, al "controllo di vicinato". Stop all'insicurezza di chi vive negli alloggi Ipes. Controllo documenti degli stranieri ospitati dei centri d'accoglienza. Questi i punti cardine emersi dal Comitato per l'ordine e la sicurezza che mercoledì 4 giugno si è tenuto a Palazzo Ducale, presieduto dal prefetto Vito Cusumano, al quale hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Claudio Corrarati, il questore Francesco Ferrari, Ulli Mair, assessora alla sicurezza, Fabrizio Piras, capo dei vigili e Francesca Tosolini, presidente Ipes.

Corrarati: «Cittadini sentinella Verso il protocollo d'intesa»

«Non gireranno sceriffi per strada ma avremo cittadini sentinella che terranno gli occhi bene aperti sui loro rioni. La decisione è presa adesso dobbiamo andare, d'accordo con la prefettura, alla stesura del protocollo d'intesa». Il sindaco l'aveva promesso in campagna elettorale e va dritto per la sua strada. «Si tratta - spiega Corrarati - di un progetto previsto dal ministero dell'Interno di sicurezza partecipativa, già operativo in varie città, il prefetto ci ha fatto l'esempio di Reggio Emilia, che coinvolge i cittadini». Ma come funziona? «Alcuni volontari - appositamente formati - saranno chiamati a monitorare il quartiere nel quale vivono per fare prevenzione contro criminalità, atti vandalici e segnalare attività sospette. Alla base di tutto c'è una stretta collaborazione tra residenti, amministrazione comunale e forze dell'ordine». Il prefetto Cusumano parla di ampia convergenza dei presenti al vertice sull'adozione del protocollo per l'avvio, in alcune zone, del "controllo di vicinato", che introduce nuove strategie di presidio civico urbano. «Puntiamo ad innalzare la percezione di sicurezza tra i cittadini e favorirne la partecipazione attiva nella comunità». A Merano il protocollo, firmato lo scorso gennaio, ha fatto scattare il "controllo di vicinato" da poche settimane in centro città. Occorre capire se la nuova sindaca - Katharina Zeller - vorrà andare avanti su questa strada.

Caseggiati Ipes, la prefettura contro degrado e illegalità

Da poche settimane è scattato il servizio di vigilanza nei caseggiati Ipes che diventerà punto di riferimenti degli inquilini. «Stop a danni e insicurezza», dice l'Istituto. Le guardie giurate "vegliano" su 1800 alloggi. Il prefetto torna sulla problematica. «Riserveremo particolare attenzione alle esigenze di tutela e tranquillità sociale dei cittadini che abitano nei quartieri dove hanno sede edifici di proprietà pubblica gestiti dall'Ipes. Ci muoveremo in questo senso per preservarne la vivibilità, garantire la fruibilità degli spazi comuni nonché per prevenire - attraverso un'azione di controllo congiunto tra Polizia municipale e forze dell'ordine - situazioni di degrado e illegalità».

Centri d'accoglienza, stranieri fuori senza i documenti

Il sindaco al vertice ha ribadito che Bolzano non può più ospitare 850 stranieri. Ulli Mair ha detto che la presenza di immigrati va gestita meglio. Al momento in tutta la provincia sono 470 le persone assistite in 8 Cas (Centri di accoglienza straordinaria). Palazzo Ducale sottolinea l'impegno a continuare a prestare cura alle persone in stato di bisogno. Scatterà però attraverso un nuovo modello operativo di partenariato pubblico-privato, il controllo identificativo dei soggetti accolti nei centri di accoglienza destinati all'Emergenza freddo. La sintesi è che senza un documento di identità non si potrà più entrare. Lo aveva chiesto anche il presidente Arno Kompatscher: «Non possiamo ospitare tutti. Dobbiamo poter capire chi sono queste persone e da dove vengono».