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BOLZANO. Decine di persone hanno reso omaggio ieri mattina a Pietro Mitolo nella camera ardente allestita nella sala di rappresentanza del Comune. Consigliere del Pdl, quella è stata la sua prima e l’ultima casa politica, dopo 60 anni di vita nelle istituzioni. Domani i funerali alle 13.45 nella chiesa di Cristo Re.
Il sindaco Luigi Spagnolli è stato il primo alle 9 a entrare per stringere la mano alla vedova Paola, ai figli Alfredo e Maria Grazia.
«A nome della città di Bolzano saluto per l’ultima volta l’uomo, il politico, la persona, il padre», ha scritto Spagnolli sul libro delle firme.
Ancora una volta, come alla commemorazione di giovedì in consiglio comunale, Mitolo ha ricevuto un omaggio totalmente trasversale, di partiti e generazioni, un rimpianto forte, sincero. Gli subentrerà in Consiglio Carla Menapace.
Per la camera ardente sono arrivati i vecchi militanti, gli amici, i suoi figliocci del Pdl, guidati dal deputato Giorgio Holzmann (Mauro Minniti è trattenuto fuori città), i consiglieri comunali e di circoscrizione del Pdl, e Alberto Sigismondi. E poi gli assessori, la Svp, il Pd, i socialisti.
Ma non c’era la parte di Pdl legata a Michaela Biancofiore, Alessandro Urzì e Maurizio Vezzali. Assenti, con le eccezioni della consigliera Loreta Dall’Alda e di Alex Janes (la deputata precisa di essere impegnata fuori città).
Nelle stesse ore Mario Tagnin, Enrico Lillo e altri hanno raccolto firme per la candidatura a sindaco di Tagnin.
Holzmann e il gruppo dei consiglieri comunali sono scandalizzati: «Non si sono fermati neppure per la camera ardente di Pierino. Che vergogna».
Tagnin si difende: «Abbiamo interrotto l’attività giovedì in segno di lutto. Non credo che abbiamo offeso qualcuno. E saremo tutti ai funerali». Ma peggio di così non poteva andare.
Pietro Mitolo sapeva che solo la sua autorevolezza di grande vecchio poteva tenere almeno in parte sotto controllo il suicidio del partito. Nonostante il suo legame politico ultratrentennale con Holzmann, che non lo teneva al di fuori delle parti, una sua parola per calmare le acque contava ancora a Bolzano e Roma. I militanti ieri hanno capito che senza l’«ingegnere» il Pdl rischia di scoppiare. Una signora si avvicina al capogruppo Paolo Bertolucci: «Mi raccomando, non rovinate tutto». Un altro: «E’ come essere orfani».
Chi lo ha salutato. Tra i tanti, c’erano i vecchi bolzanini dei primi anni dell’Msi (fondato dai fratelli Andrea e Pietro Mitolo nel 1947 con Ruggero Benussi), i consigliere comunali del Pdl, molti dei quali lo hanno avuto come maestro politico (Bertolucci, Berloffa, Pontecorvo, Gambetti, Bellomo, Scibelli), l’ex sindaco Giovanni Salghetti, gli assessori Pasquali, Pagani e Schönsberg, il comandante dei carabinieri Rispoli con il tenente colonnello Barone, Mario Malossini da Trento, il comandante della polizia municipale Ronchetti, Pietro Calò. Commosso il consigliere socialista Giuseppe Sfondrini (sue alcune delle parole più belle di questi giorni dedicate all’amico di una vita, nonostante le divisioni politiche: «Ci siamo voluti sempre bene»).
E ancora, l’ex ufficiale dei vigili del fuoco Guido Ferrari (amico di famiglia, chiamato da Mitolo «Guidotti» perché più giovane), Giorgio Tireni, Guido Margheri, Lionello Bertoldi (Anpi), Toni Serafini, Enrico Valentinelli, Michele Di Puppo con Paolo Berloffa. La Svp conferma la sua stima. Oltre al «bellissimo telegramma di Durnwalder» ricordato dai figli, ieri c’erano i consiglieri Buratti e Clementi. Luigi Schiatti (Unitalia), un tempo militante del Fronte della gioventù riassume il senso di queste giornate: «Pensando a Piero Mitolo ognuno di noi ha ricordato una propria immagine personale. Me lo rivedo negli anni Settanta, sempre presente nella federazione di via Locatelli». Ferrari ne rimpiange lo stile: «Ha combattuto duramente per i suoi valori, senza perdere il rispetto». Calò: «Infatti era spaesato di fronte ai modi di questa politica». Giorgio Holzmann non avrà più la telefonata quotidiana con il suo padre politico. E’ in campo da una vita, «ma non prendevo una sola decisione importante senza il suo consiglio».


