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BOLZANO. Condanna a quattro mesi per oltraggio a pubblico ufficiale con pena sospesa. È la sentenza inflitta ieri dal giudice Alexander Nienstedt nei confronti di un attivista di Casapound. I fatti risalgono al marzo del 2022, subito dopo la partita di hockey tra Bolzano e Klagenfurt. L'uomo, assieme ad un amico, aveva affisso uno striscione che recitava «nessun imperialismo in terra europea» in riferimento alla guerra in Ucraina. Sul posto arrivò la Polizia che chiese i documenti. L'attivista di Casapound alzò la voce nei confronti di un agente, chiedendogli come mai «siete a rompere a noi italiani quando c'è gente che spaccia in stazione». Successivamente, in dialetto pugliese, proferì un insulto verso lo stesso agente. Il quale, anche lui originario della Puglia, non ebbe difficoltà a coglierlo. Così partì la denuncia e il processo. L'imputato, difeso dagli avvocati Federico Fava e Miki Eritale, ha dovuto rispondere di oltraggio a pubblico ufficiale. La tesi difensiva dei legali si basava sul fatto che l'insulto, pronunciato in dialetto stretto, non fosse comprensibile secondo alcuni testimoni. Il pubblico ministero Emilio Schönsberg ha chiesto una pena di quattro mesi. Il giudice si è associato, riconoscendo le attenuanti generiche. Ricordiamo che l'uomo è finito a processo anche per un'altra questione, con l'ipotesi d'accusa di minacce. «Non vi lamentate se a qualcuno saltano i denti» aveva scritto su Facebook contro il portale d'informazione "Salto" che pubblicò un'intervista ad uno storico sulle Foibe e sugli eccidi ai danni di italiani autoctoni della Venezia Giulia.


