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BOLZANO. Quando ha visto il conto a momenti gli prendeva un colpo: 686,24 euro per ventiquattro trasporti in ambulanza, da via Roen a via Mayr Nusser, per dodici sedute di magnetoterapia. Protagonista della vicenda un bolzanino di 71 anni con un’invalidità del 100 per cento che quando ha aperto la lettera, pensando ad un errore, ha chiesto spiegazioni all’Asl e si è sentito rispondere che il calcolo era esatto e non poteva fare altro che pagare entro il 15 gennaio (la somma non è detraibile dalla dichiarazione dei redditi, ndr), salvo poi rivalersi sul medico di famiglia.
«Ormai - dice - sono rassegnato, però voglio che quello che è successo a me si sappia, perché la superficialità non faccia altri danni. Se lo avessi saputo comunque invece dell’ambulanza avrei chiamato il taxi e avrei speso molto meno».
Tutto è cominciato quando, all’inizio dell’estate, il bolzanino si è trovato a fare i conti con una serie di problemi al ginocchio in particolare e più in generale agli arti inferiori. «Nel giro di poco tempo - racconta - la mia indipendenza si è ridotta notevolmente, tanto da essere costretto a muovermi con le stampelle».
È così che è iniziata la peregrinazione tra vari specialisti alla ricerca della terapia in grado di restituirgli l’autonomia e quindi l’indipendenza perdute. A Brunico ha fatto delle infiltrazioni ma i progressi sono stati modesti. Allora è andato a Bressanone, dove gli hanno prospettato la possibilità di una quarantina di sedute di camera iperbarica.
«Mi hanno fatto fare una serie di esami - racconta - e alla fine la dottoressa del Centro iperbarico di Bolzano mi ha sconsigliato la terapia».
Nel giro tra vari specialisti è approdato anche a Trento dove, dopo un’approfondita analisti del quadro clinico, si è sentito consigliare delle sedute di magnetoterapia.
«È così che mi sono rivolto al centro di via Mayr Nusser, specializzato appunto in questo tipo di cure. Costo di ogni seduta 40,50 euro a mio carico, perché il servizio non è convenzionato».
Il trasporto invece da casa in via Roen fino al Centro di via Mayr Nusser avrebbe dovuto essere gratuito. «Il sostituto del medico di famiglia - racconta - mi ha detto che ne avevo diritto e mi ha rilasciato l’impegnativa. Come previsto dunque, tra giugno e luglio, mi venivano sotto casa a prendere con l’ambulanza, rispettivamente Croce Bianca o Croce Rossa, e poi mi riportavano indietro. La terapia ha dato i suoi frutti e ho potuto ricominciare a camminare senza più stampelle».
L’amara sorpresa a metà dicembre quando è arrivato il conto del trasporto in ambulanza: 686,24 euro per 24 viaggi il cui prezzo a “corsa” varia a seconda del mezzo usato.
Ha chiesto spiegazioni all’Asl che gli ha risposto per iscritto “spiace comunicarle l’impossibilità di riconoscere da parte di questa Asl a Croce bianca e Croce rossa il costo dei trasporti da lei effettuati, che pertanto ricadono a suo carico”.
Non si è arreso, ha voluto sapere perché quei viaggi per i quali aveva l’impegnativa del medico di base e quindi dovevano essere gratuiti, alla fine si sono rivelati un salasso.
Dall’Asl l’ulteriore spiegazione: «La magnetoterapia non è riconosciuta tra le prestazioni a carico del servizio sanitario provinciale, il costo dei trasporti a carico di questa Asl legati alla fruizione di prestazioni non previste dal tariffario della specialistica, non è legittimamente possibile; inoltre il centro a cui lei si è rivolto non è convenzionato con l’Asl».
Risultato: non gli rimane che saldare il conto. Certo è che se invece di andare in ambulanza, pagando in media 28 euro a viaggio, avesse chiamato il taxi, non avrebbe pagato più di 10 euro a corsa.


