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BOLZANO. Quando sono iniziati i lavori di sistemazione di un'area all'interno del nuovo parco, ritagliato tra via Alessandria e via Bari, e di un’altra più piccola vicino all'ultima casetta delle Semirurali, gli anziani del quartiere si sono illusi: il Comune stava disegnando dei piccoli orti, quelli che gli anziani di Don Bosco chiedono da anni. Poi la delusione, quando hanno scoperto che quei pezzettini di terra non erano per loro, ma per un gruppo di donne extracomunitarie dell'associazione Nissà.
È così che qualcuno ha pensato di rivolgersi al Club Rodigino, l'associazione che raccoglie circa 260 soci, e ha la propria sede in via Bari (accanto alla Chiesa di Santa Maria in Augia): «Hanno iniziato a chiederci di fare qualcosa – racconta il presidente del sodalizio Giancarlo Valentini – per perorare la loro causa e in una settimana abbiamo raccolto già 160 firme: per gli anziani un orto è vita».
Molti di coloro che oggi sono ormai in là con gli anni sono cresciuti a Don Bosco, tra le casette delle semirurali: strutture modeste, con intorno un piccolo pezzo di terra che non aveva prezzo. Perché in quel fazzoletto verde si coltivava quello che serviva per la famiglia, ma ci si passava anche il tempo e si scambiavano quattro chiacchiere con il vicino. Le foto in bianco e nero di allora raccontano questi spezzoni di vita quotidiana.
Poi, nel giro di pochi anni, è cambiato tutto: i condomini dell’Ipes sono sorti lì dove una volta c’erano le semirurali e sono cresciute molte delle famiglie italiane che oggi vivono a Bolzano. La fame di case unita al costo dei terreni ha fatto sì che si costruisse tutto il costruibile. Il verde che è rimasto si è deciso di usarlo per farci un parco a disposizione del quartiere. Una scelta razionale ovviamente, ma a don Bosco dove c’è un’alta concentrazione di persone della terza età, da anni gli anziani chiedono che il Comune metta loro a disposizione piccoli pezzi di terra per farsi l’orto. Ciò nella convinzione che possa avere, per chi lo apprezza, una funzione sociale e terapeutica più importante di qualsiasi medicina.
«Io abito in via Cagliari - racconta Nazzareno Veronese, 77 anni tra i primi firmatari della petizione - e sotto di me vivono due anziani di 90 anni che per coltivare l’orto assegnato loro a ponte Sant’Antonio devono cambiare due autobus. Intendiamoci, non abbiamo nulla contro le donne dell’associazione Nissà alle quali sono stati assegnati dei fazzoletti di terra qui nel quartiere, però in Comune potrebbero pensare anche agli anziani bolzanini».
Giovanni Rosan, che di anni ne ha 82, ricorda ancora il tempo in cui aveva l’orto lungo l’Isarco: «Quello era diventato il mio rifugio, dove da primavera alla fine dell’estate passavo lunghe ore senza neppure accorgermi a coltivare pomodori, zucchine, melanzane. Ho firmato subito la petizione nella speranza che il Comune ci ascolti».
Anche Giuseppino Borsetti, 75 anni residente in piazza Don Bosco, guarda con un pizzico d’invidia quei due pezzi di terreno recintato e assegnato alle donne dell’associazione Nissà: «Io abitavo nelle casette semirurali di via Piacenza e per 11 anni oltre al mio pezzettino ho coltivato anche quello del vicino. Magari potessi avere di nuovo un orto: saprei come occupare il tempo, mentre mi ritrovo spesso a passare le ore al bar». Tra coloro che si sono messi in lista anche Donato Pederzolli, 64 anni, che abita in via del Ronco, ed Edoardo Fichera, 70 anni, che vive in via Firenze: il fatto che ci si stia avvicinando alle elezioni fa ben sperare. Forse, se non gli orti veri e propri, si potrebbe ottenere dai candidati almeno una promessa. Non è tanto ma potrebbe già essere qualcosa. Il presidente del Club Rodigino Valentini spera che la vicinanza alle elezioni possa avere un effetto benefico anche sul salvataggio di quella che una volta era la storica sagra di via Aosta:si svolgeva l’ultimo weekend di agosto e il primo di settembre. Da due anni a causa della mancanza di fondi la festa è stata ridotta negli spazi del sagrato di Santa Maria in Augia; quest’anno, nella migliore delle ipotesi, si farà dietro la chiesa di Don Bosco.
«Abbiamo chiesto la collaborazione alla circoscrizione - spiega Valentini - ma non ci hanno neppure risposto».
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