Bolzano. E’ di questi giorni la notizia che anche quest’anno la gelateria Avalon di Bolzano si classifica tra le 100 migliori gelaterie italiane piazzandosi al 16mo posto (classifica del sito Dissapore). Un bella notizia per il mondo del gelato. Appena un anno fa un’indagine su 27 gelaterie bolzanine eseguita dal Servizio Veterinario dell'Azienda Sanitaria altoatesina sul contenuto del “Gelato Artigianale” prodotto in Alto Adige sulla base del regolamento provinciale rivelò che soltanto nel 7% delle gelaterie controllate (un paio) si utilizzava latte fresco pastorizzato (da solo). Nel 74% dei casi, al latte veniva aggiunto latte in polvere, e nel 4% veniva utilizzato soltanto latte in polvere secondo tecniche di lavorazione ampiamente diffuse e promosse.

Un risultato non drammatico ma certamente migliorabile e infatti per fortuna il regolamento è ora in fase di revisione. Da decenni, infatti il gelato, compreso quello che si può definire per legge “gelato artigianale”, prevede l’uso di semilavorati e basi a cui poi vengono aggiunti prodotti freschi come la frutta – ma non sempre – per passare poi alla lavorazione e alla mantecatura vera e propria. Nel 2015 in 108 campioni dell’indagine, vennero riscontrati prodotti semi-lavorati contenenti complessivamente 44 additivi, di cui 13 coloranti. L’uso di semilavorati e basi, però non è una condanna definitiva come dimostra la classifica di Dissapore che li esclude.

Basti vedere la gelateria di Paolo Coletto o nuove e interessanti realtà emergenti come la gelateria Nicholas di Piazza Erbe, esempio di una nuova generazione di giovani artigiani italiani del gelato che va incoraggiata e sostenuta.