BOLZANO. Il braccio di ferro tra medici di medicina generale (di famiglia) e Provincia continua.

Da lunedì - infatti - i medici iscritti ai sindacati Fimmg, Snami e Sni non indicheranno più sulle impegnative per l’acquisto di farmaci le esenzioni dovute per il reddito (i codici sono E01, E21, E22, E99) e questo con ovvie ricadute sui pazienti. «Siamo stanchi di farci bistrattare e di non essere ascoltati. Ci spiace per i disagi che andremo a creare alla popolazione ma il cittadino deve sapere che questa prestazione non è prevista per legge e ci porta via molto tempo.

E siccome la Provincia si dimostra pedissequamente ligia ai regolamenti, da adesso in poi lo saremo anche noi visto che questa parte tra il resto non è stata regolamentata». I medici spiegano che gli esenti ticket sono tutti gli over 65 (con reddito inferiore a 36.151,98 euro l’anno), quasi tutti i bambini tra zero e 6 anni e le esenzioni interessano - in diversa misura a seconda del reddito delle famiglie - anche i bambini tra 6 ed i 14 anni e i giovani tra i 14 ed i 26. «Ricordiamo che per stilare un’impegnativa con esenzione dobbiamo entrare nel sito del ministero delle Finanze, consultare il progetto “tessera sanitaria”, verificare e quindi procedere. Un’operazione che ci porta via tempo e che in queste condizioni non riteniamo più di dover fornire».

Ma è possibile che il farmacista intervenga sulla ricetta? «No, non può farlo perchè per legge non è autorizzato ad apporre esenzioni da reddito».

Cosa succederà al cittadino? «Da lunedì pagherà il ticket sulla ricetta e poi potrà rivolgersi alla Provincia per chiedere il rimborso. Probabile che intervengano i Distretti anche prima del passaggio in farmacia. Certo è che l’assessorato e l’Asl dovranno predisporre un sistema temporaneo che non danneggi il paziente».

Insomma il braccio di ferro con Palazzo Widmann continua anche se a fine gennaio i medici di medicina generale avevano preferito trattare per riscrivere un nuovo contratto che accontentasse tutti, piuttosto che andare allo scontro.

La Fimmg infatti aveva proposto - davanti al giudice del lavoro - di ritirare l'istanza di sospensione dell'ultimo contratto a condizione che la Provincia riaprisse immediatamente le trattative per riscriverne uno nuovo. Condizione che l'amministrazione aveva accettato. Domenico Bossio (Fimmg) a suo tempo aveva spiegato soddisfatto che la strada del dialogo era la migliore. «Purtroppo però la nostra apertura non è stata ripagata e così ci troviamo costretti ad andare alla protesta».

Protesta sul nuovo contratto che dura da mesi. «Siamo stati penalizzati economicamente in modo anche pesante - spiegano i medici - andiamo dai 1.200 ai 2.000 euro in meno al mese del collega che si è visto sospendere anche l'indennità di coordinatore di Distretto. E così, come noi, tutti i 279 medici di famiglia dell'Alto Adige. Di fatto in questo modo, si sta mettendo in difficoltà tutto il comparto della medicina generale territoriale in attesa da anni di una Riforma».

L’assessore lunedì scorso all’Ordine dei medici ha proposto di concedere ambulatori ad uso gratuito in periferia, questione che non trova il consenso Fimmg perchè - in periferia - già succede. «Sarebbero da incentivare gli ambulatori gratuiti a Bolzano e Merano dove invece capita che la legge sulle barriere architettoniche blocchi l’allargamento degli studi associati».

I medici giudicano in estrema sintesi il nuovo contratto provinciale di categoria iniquo e penalizzante: «Questa reformatio in peius ci offende. La riteniamo inaccettabile e non riusciamo a far comprendere le nostre ragioni ai burocrati della Provincia. A questo punto, purtroppo, non ci resta che andare avanti con azioni concrete. Questa della mancata esenzione per reddito sulla farmaceutica sarà la prima poi andremo avanti».

Tutti i medici dell’Alto Adige - e parliamo anche degli ospedalieri - sono in fermento ed anche per questo hanno deciso di partecipare compatti allo sciopero che si terrà a livello nazionale il 17 ed 18 marzo. La decisione è stata presa nella riunione nazionale dell'intersindacale, alla quale partecipano tutte le sigle del settore. Ed alla protesta parteciperanno in massa anche i medici altoatesini: si prevede tra il resto l'adesione del potente sindacato dei medici ospedalieri di lingua tedesca del Bsk che ha incrociato le braccia l'ultima volta nel 2005.

Lo sciopero vuole evidenziare a livello nazionale e locale il malessere della categoria dei camici bianchi, ribadendo il no ai tagli delle prestazioni erogate ai cittadini e ''all'indifferenza del governo e della Provincia ai problemi della sanità in generale''.