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BOLZANO. L’eroina da fumo entra prepotentemente nel mercato degli stupefacenti altoatesini. L’operazione condotta dalla polizia di Bolzano e i carabinieri di Egna apre una riflessione importante sulle dinamiche del mondo della droga. Soprattutto giovanile. Al di là della cronaca dei 20 arresti, infatti, emerge un mondo complicato legato a una delle droghe più pericolose che esistano. Tra i clienti identificati ed interrogati dagli agenti ci sono 150 persone: molti sono ragazzi nati nel ’92, ’93 o ’94. Tra le carte dell’indagine ci sono giovani 23enni che ammettono di essere in cura dal Sert da 5 anni, da quando ne avevano 18. In realtà non sono i giovani che si sono avvicinati all’eroina, ma l’eroina che - trasformandosi - si è avvicinata al mercato dei giovani abbattendo i prezzi. La variante da fumare, infatti, ha un principio attivo più basso rispetto a quella da iniettare, ma può anche essere venduta a frazione di grammo. Mezzo grammo, quindi, può essere acquistato spendendo tra i 27 e i 30 euro. Lontano dagli 80 euro al grammo di quella da iniettare, ma drammaticamente vicino ai 25 euro per grammo di hashish. A parità di costo, infatti, molti scelgono qualcosa di più pesante.
Al di là del motivo economico, però, perché i ragazzi scelgono l’eroina da fumare? «Il fenomeno è in atto da tempo - specifica Elio Dellantonio, referente del Sert, servizio per le dipendenze - ed è legato alle prime diffusioni del virus Hiv e delle malattie infettive. In tanti hanno capito che fumarla garantisce una maggiore protezione sotto questo punto di vista portando gli stessi effetti ricercati. Si mantiene, però, anche la stessa capacità di creare dipendenza. Teniamo conto che una quota parte dell’eroina fumata viene dissipata durante l’assunzione, ma parliamo di quantità poco significative». Effetti e pericolosità, dunque, rimangono uguali a differenza di quella che può essere la percezione comune? «Sì, assolutamente. Una delle caratteristiche che rendono l’eroina così diffusa è la capacità di dare velocemente l’effetto desiderato. Con l’assunzione intravenosa abbiamo questa reazione in qualche millesimo di secondo, con il fumo poco prima di un secondo. Rapidissima». Carburante per la dipendenza? «Assolutamente sì. La differenza sugli effetti collaterali è che con il fumo si evitano, appunto, i rischi legati alle infezioni e quelli connessi agli eccipienti tossici. Non dimentichiamoci, però, che in questo modo si inalano dei vapori che si trattengono nel corpo». Nel sangue, invece, le tracce rimangono in modo identico. «Certo, la sostanza è veloce ad entrare in circolo e rimane visibile dalle analisi per quasi 5 giorni».
C’è, infine, un trittico di fasi nell’assunzione dei giovanissimi che mette i brividi. A spiegarlo è stata la responsabile del progetto Exit dell’associazione La Strada Der Weg Marina Bruccoleri. «Prima cercano di perdere il controllo con gli alcolici. A volte questa fase viene seguita da una ricerca di sostanze stupefacenti eccitanti. Spesso sintetiche oppure con la cocaina. Alla fine, però, tutto questo sballo deve essere sedato ed è a quel punto che molti ragazzi entrano in contatto con gli oppiacei. Rilassano, distendono. Tipicamente la cannabis ha questo ruolo, ma anche l’eroina rientra in questa dinamica». Esiste, infine, anche l’eroina da sniffare che è meno diffusa e conduce spesso al consumo di eroina da fumo o endovena.
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