PHOTO
BOLZANO. Terremoto nel Pdl dopo l'intesa Bondi-Provincia sui monumenti: l'ala che fa riferimento a Biancofiore è pronta a lasciare il partito. Oggi alla deputata il difficile compito di calmare gli animi in una riunione che si preannuncia infuocata. Ieri l'addio di Forest. E con il consigliere comunale se ne sono già andati anche il consigliere di circoscrizione nel capoluogo, Gianni Cuda, Roberto Fracchetti e Alessandro Forest. Questi ultimi ex dirigenti di An e iscritti al Pdl. Il gruppo che da anni segue l'onorevole Michaela Biancofiore, prima in Forza Italia e poi nel Popolo della libertà è rimasto interdetto.
«L'indignazione è generale», dice Enrico Lillo, vicecapogruppo del Pdl legato alla Pasionaria. «Siamo tutti arrabbiati», spiega il consigliere provinciale Maurizio Vezzali. L'idea è quella di dare un segnale forte nei confronti di Roma. «Far nascere sul territorio un nuovo partito», ancora Vezzali, secondo il quale quasi tutti - nel Pdl che fa riferimento alla Biancofiore - sono d'accordo. La posizione è emersa in una riunione cui ha partecipato anche Mario Tagnin, capogruppo in Comune, pure lui contrariato per come «il governo e il Pdl nazionale abbiano bypassato il partito a livello locale». Da capogruppo vuole mantenersi sopra le parti.
Un malumore crescente - cui Forest e gli altri 3 hanno già dato libero sfogo andandosene dal Pdl - con il resto del gruppo-Biancofiore che aspetta la riunione di questa sera con la Pasionaria che avrà il difficile compito di calmare gli animi. «Ci siamo dati una tregua fino all'arrivo di Michaela che ha il compito di ambasciatrice del governo. Sentiremo da lei le motivazioni di quanto deciso dal ministro Bondi, poi trarremo le nostre conclusioni», ancora Vezzali. La frana si è aperta all'indomani dell'accordo sottoscritto tra il ministro Bondi e Durnwalder sul tema dei monmumenti.
«C'è la voglia di creare un partito territoriale e anche Tagnin e Vezzali sono sulla stesso livello di indignazione generale», ancora Lillo. Ufficialmente tutti se la prendono con il governo e non con la Biancofiore. Anzi attaccano pure Giorgio Holzmann, reo di «avere indotto Roma a trattare con la Svp da anni a questa parte». Ma il malumore verso tutti i parlamentari è palese, oltre la solita battaglia tra le due anime del Pdl, che vede però il deputato bolzanino in una fase di attesa, dopo aver spiegato che sui monumenti dialogare con la Svp era un obbligo, ma non un imperativo quello di spostare il duce a cavallo. Cosa che ieri il presidente Durnwalder - all'Alto Adige - ha detto di voler fare in ogni caso, seppur consultandosi con la comunità italiana. Chi non ha perso tempo nel lasciare il Pdl è Filippo Forest, che dal gruppo consiliare pidiellino in Comune a Bolzano - quello di cui fa parte anche Biancofiore - passa al gruppo misto.
«Ponendo l'accento sull'inesistente livello morale della politica di oggi, la vicenda Bondi ha posto una pietra tombale sull'esperienza Pdl in Alto Adige», così Forest, da anni legatissimo alla Pasionaria. L'approdo non sarà verso Fli o Unitalia, quanto verso un nuovo progetto politico tutto da definire.
«L'indignazione è generale», dice Enrico Lillo, vicecapogruppo del Pdl legato alla Pasionaria. «Siamo tutti arrabbiati», spiega il consigliere provinciale Maurizio Vezzali. L'idea è quella di dare un segnale forte nei confronti di Roma. «Far nascere sul territorio un nuovo partito», ancora Vezzali, secondo il quale quasi tutti - nel Pdl che fa riferimento alla Biancofiore - sono d'accordo. La posizione è emersa in una riunione cui ha partecipato anche Mario Tagnin, capogruppo in Comune, pure lui contrariato per come «il governo e il Pdl nazionale abbiano bypassato il partito a livello locale». Da capogruppo vuole mantenersi sopra le parti.
Un malumore crescente - cui Forest e gli altri 3 hanno già dato libero sfogo andandosene dal Pdl - con il resto del gruppo-Biancofiore che aspetta la riunione di questa sera con la Pasionaria che avrà il difficile compito di calmare gli animi. «Ci siamo dati una tregua fino all'arrivo di Michaela che ha il compito di ambasciatrice del governo. Sentiremo da lei le motivazioni di quanto deciso dal ministro Bondi, poi trarremo le nostre conclusioni», ancora Vezzali. La frana si è aperta all'indomani dell'accordo sottoscritto tra il ministro Bondi e Durnwalder sul tema dei monmumenti.
«C'è la voglia di creare un partito territoriale e anche Tagnin e Vezzali sono sulla stesso livello di indignazione generale», ancora Lillo. Ufficialmente tutti se la prendono con il governo e non con la Biancofiore. Anzi attaccano pure Giorgio Holzmann, reo di «avere indotto Roma a trattare con la Svp da anni a questa parte». Ma il malumore verso tutti i parlamentari è palese, oltre la solita battaglia tra le due anime del Pdl, che vede però il deputato bolzanino in una fase di attesa, dopo aver spiegato che sui monumenti dialogare con la Svp era un obbligo, ma non un imperativo quello di spostare il duce a cavallo. Cosa che ieri il presidente Durnwalder - all'Alto Adige - ha detto di voler fare in ogni caso, seppur consultandosi con la comunità italiana. Chi non ha perso tempo nel lasciare il Pdl è Filippo Forest, che dal gruppo consiliare pidiellino in Comune a Bolzano - quello di cui fa parte anche Biancofiore - passa al gruppo misto.
«Ponendo l'accento sull'inesistente livello morale della politica di oggi, la vicenda Bondi ha posto una pietra tombale sull'esperienza Pdl in Alto Adige», così Forest, da anni legatissimo alla Pasionaria. L'approdo non sarà verso Fli o Unitalia, quanto verso un nuovo progetto politico tutto da definire.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


