BOLZANO. Sedici anni cancellati in un attimo. La cooperativa Nonni Vigili c’è rimasta male: per la prima volta il Comune ha indetto una gara d’appalto (al massimo ribasso) per la gestione del servizio e la vittoria è andata ad un’altra cooperativa di Bolzano. «Ci siamo rimasti male», dice il presidente, Bruno Gambalunga. E con lui sono i cento nonni vigile soci della cooperativa. Che hanno deciso in blocco di non passare, se verrà loro richiesto, alla coop che si è aggiudicato l’appalto.
Per loro non è una questione di soldi, ma di principio: «Ma come si fa a mercificare un servizio come questo? - si chiede amareggiato Gambalunga - ci hanno messi alla porta per risparmiare 7.000 euro, la differenza tra la nostra offerta, di 40.000 euro, e quella dell’altra cooperativa. Capiamo il momento difficile, potevamo cercare di risparmiare qualcosina, ma mandarci via così dopo aver incassato per anni i complimenti dell’amministrazione...».
Sia chiaro: la Csu, la cooperativa che ora dovrà organizzare i 75 punti di controllo in città e gestire un centinaio di persone, si è aggiudicata legittimamente la gara d’appalto. Ma quello che i nonni vigile e Federsolidarietà contestano è la logica del massimo ribasso applicata dall’amministrazione comunale. «Questo è un servizio, non un lavoro», ha detto Paolo Tanesini, di Federsolidarietà. «La vicenda - si legge poi in una nota ufficiale dell’ente - pone una seria e definitiva riflessione sui processi di esternalizzazione al massimo ribasso e degli appalti in generale nei servizi alla persona, specie in casi come questi dove il rapporto con l’utenza non dovrebbe essere commercializzato per qualche migliaio di euro in meno».
«Ci sono voluti tanti anni per costruire un rapporto di fiducia con i genitori e con i bambini, per rappresentare una sicurezza anche per gli automobilisti che transitano nei pressi delle scuole - commenta ancora Bruno Gambalunga - ed ora è stato tutto cancellato per quattro miseri soldi». La reazione dei nonni vigile alla situazione è stata compattissima: per tre volte consecutive, in altrettante assemblee, hanno deciso di rispondere negativamente ad eventuali richieste di passaggio alla nuova cooperativa. Che significa questo? Se gli attuali nonni vigile attueranno davvero questa forma di protesta (e di solidarietà), la cooperativa che si è aggiudicata l’appalto dovrà trovare entro il 13 settembre un centinaio di nuovi operatori e addestrarli a fare quello che altri hanno imparato in sedici anni.
«I nostri soci sono persone con una dignità infinita - prosegue Bruno Gambalunga - la loro decisione di non lasciare la cooperativa mi ha persino commosso, visto che per molti i soldi che prendono dal Comune per questo servizio (in media circa 350 euro al mese a testa, versati direttamente dall’amministrazione ndr) sono fondamentali per far quadrare il bilancio familiare». A questo punto, tra l’altro, c’è il serio rischio che la cooperativa sociale debba chiudere definitivamente i battenti per mancanza di lavoro.
I nonni vigile incassano però la piena solidarietà del vice sindaco Klaus Ladinser: «Ne abbiamo parlato più volte in giunta la scorsa legislatura - commenta Ladinser - purtroppo il sindaco e il segretario generale hanno detto che le attuali norme impongono la gara d’appalto anche per questo tipo di servizi». «Se le leggi sono queste - prosegue amareggiato Klaus Ladinser - la nostra è una società che va a rotoli: possibile che si debba mettere tutto in competizione finanziaria?».

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