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BOLZANO. Robert Oberrauch è in attesa che il Pdl si metta d’accordo. Nel frattempo il candidato in pectore del centrodestra pensa già a come affrontare la sfida con il sindaco uscente Luigi Spagnolli. E guarda già oltre: è impossibile pensare di governare senza l’Svp, ma bisogna farlo partendo alla pari. La stoccata all’avversario: «Lui e la sua coalizione sono stati il socio debole della Stella Alpina».
Robert Oberrauch ormai sa di aver vinto la prima partita. Manca ancora l’ufficialità, ma il candidato sindaco del centrodestra alle prossime elezioni comunali sarà lui. Il Pdl non ha ancora trovato un accordo, ma le questioni aperte non riguardano tanto il nome dello sfidante di Spagnolli, quanto chi correrà come candidato sindaco a Merano e come saranno composte le liste. Prima di parlare del programma, Oberrauch attende che dopo Lega Nord e Unitalia, anche il Pdl al completo gli confermi il proprio appoggio. La sua lista civica, Forza Bolzano, qualche obiettivo l’ha già definito: ridare dignità al capoluogo nei confronti della Provincia, tolleranza zero con i clandestini, un’unica zona colorata per i residenti per semplificare la regolamentazione dei parcheggi, la possibile realizzazione del minimetro lungo Talvera e Isarco coinvolgendo i privati nel finanziamento. Ci sarà battaglia anche sull’urbanistica, sfruttando in particolare le difficoltà politiche che la giunta ha avuto per confezionare il masterplan e il malcontento che c’è in alcuni quartieri (come Casanova, «l’esempio di come non si deve fare», secondo Oberrauch), che ancora si sentono emarginati rispetto al resto della città.
Oberrauch, quale di questi punti ritiene la prima priorità?
«Una cosa è il programma di Forza Bolzano, un’altra quello di un’intera coalizione. Se davvero sarò io il candidato di tutto il centrodestra, allora presenteremo una serie di obiettivi comuni. Credo che ci saranno poche differenze, ma voglio prima confrontarmi con tutti».
Come pensa di riuscire a rimettere assieme un centrodestra sempre più diviso al suo interno?
«Con il buon senso. Più si avvicinano le elezioni e più è importante tornare uniti. E comunque questo spirito battagliero che c’è all’interno del centrodestra può essere anche una spinta in più: abbiamo l’obbligo di vincere le elezioni, un atteggiamento aggressivo è positivo».
Però il centrodestra in questo momento sta dando l’impressione di battagliare soprattutto al proprio interno...
«Non c’è più tempo per litigare. Il voto si avvicina e a un certo punto bisogna trovare la quadratura del cerchio. Sono convinto che saremo in grado di farlo».
Potesse scegliere lei la sua squadra, quali partiti coinvolgerebbe?
«Per me il centrodestra va da Unitalia fino all’Udc. Sarebbe bello poter coinvolgere tutti. Ad oggi l’Udc sembra intenzionato a correre da solo, ma se deciderà di fare una scelta diversa, ben venga».
Il vero nodo resta il rapporto con l’Svp...
«Non c’è dubbio, l’Svp è un interlocutore importante e va trattato come tale. Però noi non dobbiamo guardare a quello che fa la Volkspartei, ma andare avanti per la nostra strada».
Ma senza lo Svp non si può governare, l’ha dimostrato anche Benussi.
«Dall’Svp non si può prescindere. Non sarebbe giusto nemmeno nei confronti della larga fetta di popolazione che rappresenta. Ma un conto è chiedere l’appoggio prima e quindi mettersi da subito in una posizione di debolezza, un altro è dialogare alla pari».
Ritiene di poterlo fare?
«Sì, ma per farlo bisogna essere forti prima. E questo significa vincere bene le elezioni».
L’Svp sembra però più vicina a Spagnolli...
«L’Svp oggi ha un socio debole. Stare con questo centrosinistra per loro è una forzatura. Se noi faremo la nostra parte, allora il dialogo sarà possibile. Ma bisogna avere pari dignità».
Robert Oberrauch ormai sa di aver vinto la prima partita. Manca ancora l’ufficialità, ma il candidato sindaco del centrodestra alle prossime elezioni comunali sarà lui. Il Pdl non ha ancora trovato un accordo, ma le questioni aperte non riguardano tanto il nome dello sfidante di Spagnolli, quanto chi correrà come candidato sindaco a Merano e come saranno composte le liste. Prima di parlare del programma, Oberrauch attende che dopo Lega Nord e Unitalia, anche il Pdl al completo gli confermi il proprio appoggio. La sua lista civica, Forza Bolzano, qualche obiettivo l’ha già definito: ridare dignità al capoluogo nei confronti della Provincia, tolleranza zero con i clandestini, un’unica zona colorata per i residenti per semplificare la regolamentazione dei parcheggi, la possibile realizzazione del minimetro lungo Talvera e Isarco coinvolgendo i privati nel finanziamento. Ci sarà battaglia anche sull’urbanistica, sfruttando in particolare le difficoltà politiche che la giunta ha avuto per confezionare il masterplan e il malcontento che c’è in alcuni quartieri (come Casanova, «l’esempio di come non si deve fare», secondo Oberrauch), che ancora si sentono emarginati rispetto al resto della città.
Oberrauch, quale di questi punti ritiene la prima priorità?
«Una cosa è il programma di Forza Bolzano, un’altra quello di un’intera coalizione. Se davvero sarò io il candidato di tutto il centrodestra, allora presenteremo una serie di obiettivi comuni. Credo che ci saranno poche differenze, ma voglio prima confrontarmi con tutti».
Come pensa di riuscire a rimettere assieme un centrodestra sempre più diviso al suo interno?
«Con il buon senso. Più si avvicinano le elezioni e più è importante tornare uniti. E comunque questo spirito battagliero che c’è all’interno del centrodestra può essere anche una spinta in più: abbiamo l’obbligo di vincere le elezioni, un atteggiamento aggressivo è positivo».
Però il centrodestra in questo momento sta dando l’impressione di battagliare soprattutto al proprio interno...
«Non c’è più tempo per litigare. Il voto si avvicina e a un certo punto bisogna trovare la quadratura del cerchio. Sono convinto che saremo in grado di farlo».
Potesse scegliere lei la sua squadra, quali partiti coinvolgerebbe?
«Per me il centrodestra va da Unitalia fino all’Udc. Sarebbe bello poter coinvolgere tutti. Ad oggi l’Udc sembra intenzionato a correre da solo, ma se deciderà di fare una scelta diversa, ben venga».
Il vero nodo resta il rapporto con l’Svp...
«Non c’è dubbio, l’Svp è un interlocutore importante e va trattato come tale. Però noi non dobbiamo guardare a quello che fa la Volkspartei, ma andare avanti per la nostra strada».
Ma senza lo Svp non si può governare, l’ha dimostrato anche Benussi.
«Dall’Svp non si può prescindere. Non sarebbe giusto nemmeno nei confronti della larga fetta di popolazione che rappresenta. Ma un conto è chiedere l’appoggio prima e quindi mettersi da subito in una posizione di debolezza, un altro è dialogare alla pari».
Ritiene di poterlo fare?
«Sì, ma per farlo bisogna essere forti prima. E questo significa vincere bene le elezioni».
L’Svp sembra però più vicina a Spagnolli...
«L’Svp oggi ha un socio debole. Stare con questo centrosinistra per loro è una forzatura. Se noi faremo la nostra parte, allora il dialogo sarà possibile. Ma bisogna avere pari dignità».


