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BOLZANO. Fermati prima che la festa potesse cominciare: i carabinieri del nucleo investigativo, insieme ai colleghi poliziotti, hanno fermato un rave-party, organizzato abusivamente in un bunker vicino a Castel Firmian dagli anarchici ed esponenti Antifa di Rovereto: due persone denunciate. Era da qualche giorno che giravano i volantini preparati da un gruppo di anarchici ed esponenti dell'Antifa di Rovereto, che invitavano giovani a partecipare ad un rave-party presso un bunker vicino a Castel Firmiano, vicino a Bolzano. Motto della serata: «Contro la guerra e la repressione». Gli organizzatori - bolzanini, ma anche giovani di Rovereto - hanno preso parte al corteo della Cgil in occasione dello sciopero generale di venerdì e una volta arrivati in Piazza Walther hanno tirato fuori i volantini. Ma la festa - che avrebbe dovuto iniziare sabato sera alle 22 e concludersi all'alba di domenica - è stata «guastata» dalle forze dell'ordine. I carabinieri del nucleo investigativo, infatti, coordinati dal colonnello Andrea Rispoli, hanno intercettato il volantino e hanno fermato la musica. Due i bolzanini denunciati, mentre gli agenti di polizia, coordinati dal questore Dario Rotondi, hanno identificato dodici ragazzi: due bolzanini, sei trentini e quattro meranesi. Carabinieri e polizia, a turno, si sono divisi il compito, ogni volta che si avvicinava una macchina con a bordo ragazzi diretti al rave, di fermarla e farla tornare indietro. Il rave-party, infatti, non era stato autorizzato dalla questura e quindi era abusivo. Oltretutto il luogo, un vecchio bunker della seconda guerra mondiale sotto Castel Firmiano, è anche molto pericoloso. Fortunatamente non si sono registrati scontri o problemi con i ragazzi, che vedendo le forze dell'ordine all'entrata del bunker hanno lasciato la zona. Il rave-party abusivo era stato organizzato per raccogliere denaro a sostegno degli anarchici finiti in manette in occasione della conclusione di una maxi-indagine delle forze dell'ordine di Bologna. Tra gli arrestati c'erano anche due altoatesini. Si tratta di Robert Ferro, 25 anni, e Martino Trevisan, 25 anni di Bressanone. I due sono accusati di associazione per delinquere finalizzata all'eversione dell'ordine democratico. Complessivamente erano finiti in carcere cinque persone anarco-insurrezionalisti appartenenti al circolo «Fuoriluogo». Tutti e cinque avrebbero promosso, organizzato e diretto un'organizzazione (i cui locali erano stati sottoposti a sequestro) finalizzata al compimento di violenze, lesioni, danneggiamenti, manifestazioni non organizzate, e con carattere eversivo. Numerosi i giovani che sono stati invece denunciati a piede libero perché parte dell'organizzazione.
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