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Bolzano. «Questa volta è più complicato», il sindaco Renzo Caramaschi prova il bis, sostenuto da tutto il centrosinistra. Dall’altra parte c’è il centrodestra, che è riuscito a unirsi con Roberto Zanin. I suoi alleati giocano due carte, «Renzo sindaco del fare» e «usato sicuro versus salto nel buio».
Sindaco, l’altro giorno all’incontro con il governatore Fedriga e l’assessore Vettorato è stato detto che Bolzano è ripartita da quando la Lega è arrivata in giunta provinciale.
Ma cosa dicono? L’accordo sulle infrastrutture per la grande mobilità è di inizio 2018, prima delle elezioni provinciali. E lo stesso vale per l’areale ferroviario, su cui tra l’altro in consiglio comunale si sono astenuti. Non si può fare politica dicendo bugie.
Secondo Zanin in città c’è voglia di cambiamento. Teme l’effetto novità dello sfidante?
Cambiare per cambiare? Decideranno i cittadini. Credo di avere amministrato bene, dando una scossa alla città dopo anni di paralisi. Abbiamo instaurato un rapporto nuovo con la Provincia e con le società controllate. Grazie al teleriscaldamento, la smetteremo di sprecare energia pulita. Grazie a Edyna, Bolzano sarà una città con una migliore rete, altrimenti come convinciamo le aziende a insediarsi da noi? I leghisti quasi non si sono sentiti, ora danno la caccia alle buche sulle strade.
Aveva detto “farò solo un mandato”, poi ha cambiato idea.
Ho peccato di ottimismo, pensavo di andare più in fretta. Vorrei seguire ancora il progetto dell’areale e le infrastrutture. Ho paura: se si mettono in discussione gli accordi, salta tutto. Lo ripeto, voglio fare il sindaco per una Bolzano aperta e innovativa, non mi interessa gestire il declino di una città ripiegata su se stessa.
Crede di essere indietro rispetto a Zanin?
L’altra volta sono andato al ballottaggio contro Tagnin con il 22% e il suo 18%. Sono elezioni più difficili, ma non credo di essere molto indietro, di sicuro non tanto quanto dice Zanin. Se sarò indietro, conto di recuperare al ballottaggio.
Come?
Dicendo cosa abbiamo fatto e cosa contiamo di fare. Con onestà. Nessuno ha la bacchetta magica. Non è stato facile costruire un rapporto nuovo con la Provincia, con Kompatscher ci sono stati momenti di tensione, le cose non calano dall’alto: hanno capito che se funziona Bolzano, funziona tutto il territorio.
A proposito di trasparenza, all’inizio della campagna elettorale le è stato chiesto come mai avesse chiesto una collaborazione sulla comunicazione a Lorenzo Barzon, molto presente nelle attività della Signa di Benko e Hager. Lei disse che nemmeno lo conosceva, o quasi. Perché?
All’inizio ho provato a fare da solo con mia figlia, ma era impossibile. Barzon mi dà una mano con i social. Mi segue anche una agenzia di Milano. Nella campagna ho speso 25 mila euro di tasca mia.
La parola decisiva sul prossimo sindaco la darà ancora la Svp. Ma nelle trattative pre-coalizione in diversi, dal Pd ai Verdi, le hanno proposto un cambio di scenario: alleanza con il Team K, poi la Svp avrebbe deciso come muoversi. Lei ha posto il veto. Intanto però una parte di Svp strizza l’occhio a Zanin.
Non ci sono i numeri per cambiare paradigma. La Svp è ancora determinante in questa città. Certo, sono cambiati. Un po’ meno idealità e più logiche di potere. Li capisco, sono un partito, gli serve continuità.
Sulla grande viabilità si è creata confusione. Nel gennaio 2018 con la Provincia avete accantonato l’idea di variante alla Ss12, puntando sull’autostrada in galleria e riutilizzo del vecchio tracciato. Ora lei dice che lo schema è un altro.
Non capisco la confusione. L’A22 sta richiedendo tempi lunghi, mentre ci servono soluzioni veloci. Ecco allora il piano concordato con la Provincia, che si assume ampia parte dei costi: sovra e sottopasso di via Einstein (siamo al progetto esecutivo, fine lavori 2022), sottopasso di via Grandi-via Roma (siamo al progetto di fattibilità, poi gara per il progettista, che avrà un anno e cinque anni di lavori), e infine il fondamentale tunnel di Monte Tondo da 2,5 chilometri, con innesto a ponte Campiglio (siamo al progetto di fattibilità e serviranno sette anni di lavori).
Allora questo è ufficialmente il piano per la circonvallazione?
Sì, sarà disponibile in meno di dieci anni. Farà lo stesso servizio della variante della Ss12, i cui costi sono lievitati.
Laives, economia e centrodestra insistono sulla Ss12.
La Provincia ha i soldi? Non credo proprio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sindaco, l’altro giorno all’incontro con il governatore Fedriga e l’assessore Vettorato è stato detto che Bolzano è ripartita da quando la Lega è arrivata in giunta provinciale.
Ma cosa dicono? L’accordo sulle infrastrutture per la grande mobilità è di inizio 2018, prima delle elezioni provinciali. E lo stesso vale per l’areale ferroviario, su cui tra l’altro in consiglio comunale si sono astenuti. Non si può fare politica dicendo bugie.
Secondo Zanin in città c’è voglia di cambiamento. Teme l’effetto novità dello sfidante?
Cambiare per cambiare? Decideranno i cittadini. Credo di avere amministrato bene, dando una scossa alla città dopo anni di paralisi. Abbiamo instaurato un rapporto nuovo con la Provincia e con le società controllate. Grazie al teleriscaldamento, la smetteremo di sprecare energia pulita. Grazie a Edyna, Bolzano sarà una città con una migliore rete, altrimenti come convinciamo le aziende a insediarsi da noi? I leghisti quasi non si sono sentiti, ora danno la caccia alle buche sulle strade.
Aveva detto “farò solo un mandato”, poi ha cambiato idea.
Ho peccato di ottimismo, pensavo di andare più in fretta. Vorrei seguire ancora il progetto dell’areale e le infrastrutture. Ho paura: se si mettono in discussione gli accordi, salta tutto. Lo ripeto, voglio fare il sindaco per una Bolzano aperta e innovativa, non mi interessa gestire il declino di una città ripiegata su se stessa.
Crede di essere indietro rispetto a Zanin?
L’altra volta sono andato al ballottaggio contro Tagnin con il 22% e il suo 18%. Sono elezioni più difficili, ma non credo di essere molto indietro, di sicuro non tanto quanto dice Zanin. Se sarò indietro, conto di recuperare al ballottaggio.
Come?
Dicendo cosa abbiamo fatto e cosa contiamo di fare. Con onestà. Nessuno ha la bacchetta magica. Non è stato facile costruire un rapporto nuovo con la Provincia, con Kompatscher ci sono stati momenti di tensione, le cose non calano dall’alto: hanno capito che se funziona Bolzano, funziona tutto il territorio.
A proposito di trasparenza, all’inizio della campagna elettorale le è stato chiesto come mai avesse chiesto una collaborazione sulla comunicazione a Lorenzo Barzon, molto presente nelle attività della Signa di Benko e Hager. Lei disse che nemmeno lo conosceva, o quasi. Perché?
All’inizio ho provato a fare da solo con mia figlia, ma era impossibile. Barzon mi dà una mano con i social. Mi segue anche una agenzia di Milano. Nella campagna ho speso 25 mila euro di tasca mia.
La parola decisiva sul prossimo sindaco la darà ancora la Svp. Ma nelle trattative pre-coalizione in diversi, dal Pd ai Verdi, le hanno proposto un cambio di scenario: alleanza con il Team K, poi la Svp avrebbe deciso come muoversi. Lei ha posto il veto. Intanto però una parte di Svp strizza l’occhio a Zanin.
Non ci sono i numeri per cambiare paradigma. La Svp è ancora determinante in questa città. Certo, sono cambiati. Un po’ meno idealità e più logiche di potere. Li capisco, sono un partito, gli serve continuità.
Sulla grande viabilità si è creata confusione. Nel gennaio 2018 con la Provincia avete accantonato l’idea di variante alla Ss12, puntando sull’autostrada in galleria e riutilizzo del vecchio tracciato. Ora lei dice che lo schema è un altro.
Non capisco la confusione. L’A22 sta richiedendo tempi lunghi, mentre ci servono soluzioni veloci. Ecco allora il piano concordato con la Provincia, che si assume ampia parte dei costi: sovra e sottopasso di via Einstein (siamo al progetto esecutivo, fine lavori 2022), sottopasso di via Grandi-via Roma (siamo al progetto di fattibilità, poi gara per il progettista, che avrà un anno e cinque anni di lavori), e infine il fondamentale tunnel di Monte Tondo da 2,5 chilometri, con innesto a ponte Campiglio (siamo al progetto di fattibilità e serviranno sette anni di lavori).
Allora questo è ufficialmente il piano per la circonvallazione?
Sì, sarà disponibile in meno di dieci anni. Farà lo stesso servizio della variante della Ss12, i cui costi sono lievitati.
Laives, economia e centrodestra insistono sulla Ss12.
La Provincia ha i soldi? Non credo proprio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.


