BOLZANO. Sale scommesse: il braccio di ferro continua. A poco più di una settimana dall'affissione dei sigilli da parte della polizia municipale, i due punti "Sisal point" di piazza Mazzini e via Resia sono tornati aperti al pubblico. Erano stati chiusi lo scorso 7 maggio perché entrambi troppo vicini - entro un raggio di 300 metri - alle scuole, quindi luoghi sensibili. In seguito alla notifica di chiusura i proprietari si sono appellati al Tar che ha accolto il ricorso, accogliendo l'istanza cautelare e sospendendo temporaneamente il provvedimento. Fino al 10 giugno, giorno in cui è fissata l'udienza, entrambi i punti scommesse potranno continuare la loro attività. In quella data il Tribunale amministrativo potrebbe dare ragione al Comune, che, salvo ulteriori appelli dei proprietari al Consiglio di Stato - a cui spetterebbe la decisione definitiva - proseguirebbe con i provvedimenti di chiusura. Intanto alcuni cittadini si chiedono i motivi della breve chiusura di un'attività discussa. In piazza Mazzini dall'inizio dell'anno sono stati circa una sessantina i presidi per la sicurezza della polizia municipale svolti assieme agli agenti della questura. La clientela era monitorata, in particolare per evitare l'accesso ai minorenni.Il "Sisal point" di via Resia si trova nei paraggi di una scuola per l'infanzia, e a poco meno di un chilometro (nel rispetto quindi delle distanze) dal liceo Pascoli. Per la sala di piazza Mazzini la situazione è più complessa: si trova a circa duecento metri dal liceo classico Carducci - motivo che avrebbe fatto scattare il provvedimento - ma nel raggio di un chilometro si trovano altri quattro istituti superiori, una scuola per l'infanzia, elementari e medie. Un altro luogo considerabile potenzialmente sensibile è l'hotel gestito dai servizi sociali con famiglie richiedenti asilo, che si trova proprio in piazza Mazzini.

La chiusura e il ricorso

Il provvedimento di chiusura dello scorso 7 maggio è stato l'esecuzione di una decisione presa dopo un lungo contenzioso tra il Comune e il Consiglio di Stato. Quest'ultimo attraverso una serie di vizi di forma aveva inizialmente permesso agli esercizi di restare aperti. Allora i gestori si erano appellati alla vecchia definizione inserita nella legge provinciale, la quale citava come soggette a provvedimenti le «sale giochi e attrazioni», senza citare quindi le sale scommesse sportive. Per questo la Provincia a fine 2024 ha modificato la norma sul distanziometro, ampliandola alle sale scommesse. Il cambiamento ha dato il via libera alla chiusura, presto notificata ai proprietari dagli agenti della polizia municipale. In seguito i gestori dei "Sisal Point" hanno presentato ricorso per ottenere la sospensiva del provvedimento, facendo presumibilmente riferimento al possibile danno economico derivante dalla chiusura delle attività, anche alla luce della presenza di personale dipendente in entrambi i punti vendita. In attesa della sentenza definitiva, quindi, le saracinesche delle due sale scommesse resteranno alzate.