BOLZANO. L'arrivo di Mediaworld a Bolzano ha provocato un terremoto nel mercato locale dell'elettronica, con Trony ed Euronics che hanno entrambi subito un forte contraccolpo a livello di giro d'affari. La guerra delle licenze è destinata a riprendere (già annunciato il ricorso al Tar contro le licenze rilasciate ai Podini da parte di Trony, mentre il gruppo Matteucci, così spiega il legale Roberto Mangogna, «sta valutando il da farsi»), ma i consumatori dicono che va bene così e che - queste le parole del direttore del Ctcu Walther Andreaus - «la concorrenza fa bene a tutti, garantisce più possibilità di scelta e di risparmio». Ma non è tanto l'elettronica il settore in cui i bolzanini si augurano una maggiore offerta. Un sondaggio effettuato dall'istituto di ricerca economica della Camera di commercio indica infatti soprattutto nell'abbigliamento e negli alimentari i due ambiti in cui l'offerta commerciale altoatesina è più carente. I sindacati e le associazioni dei consumatori lo denunciano da anni: da una parte - spiegano - c'è il duopolio Aspiag-Poli per quanto riguarda i supermercati, dall'altra mancano determinati marchi come Zara e H&M che potrebbero arricchire l'offerta e portare così ad un abbassamento dei prezzi. Stefano Perini, direttore dell'ufficio di informazione economica dell'Ire, spiega così i risultati del sondaggio: «I consumatori hanno indicato chiaramente che ci sono settori in cui ritengono l'offerta poco concorrenziale e questo a causa della mancanza di alternative. Da parte nostra, come osservatorio economico riteniamo che non ci siano situazioni di monopolio, ma certamente in alcuni settori come quello degli alimentari si può parlare di posizioni dominanti. I consumatori chiedono una maggiore concorrenza: è chiaro che in questo modo si vivacizza l'offerta e si crea una maggiore pressione sui prezzi, ma questo non significa automaticamente che ci sia bisogno di un centro commerciale. Quando infatti i bolzanini dicono che mancano determinati marchi, non dicono che devono essere situati all'interno di un megastore, ma basterebbe la loro presenza anche slegata da una grande struttura di vendita. Da questo punto di vista, notiamo una certa ambiguità da parte dei consumatori: da una parte chiedono la presenza di determinate grandi catene come Ikea o Zara, dall'altra dicono che preferiscono fare i loro acquisiti vicino a casa prediligendo i negozi di vicinato. Cercando di sintetizzare questa posizione, possiamo dire che il prezzo è sicuramente un criterio importante nelle scelte di acquisto dei consumatori altoatesini, ma che non è tutto e anche altri fattori come il servizio o la vicinanza condizionano in maniera determinante il comportamento dei consumatori». EURONICS. Ieri intanto si è tenuto il vertice tra proprietà, sindacati e Unione commercio in merito alla mobilità chiesta per nove dei 52 dipendenti del gruppo Elettron Matteucci che intende cedere in affitto il ramo d'azienda che commercializza il marchio Euronics in Alto Adige alla Derta di Verona. Se l'operazione andrà in porto, la mobilità colpirà il personale dei reparti amministrazione e magazzino, che in futuro saranno gestiti direttamente in Veneto, mentre non interesserà i dipendenti del reparto vendite. Ieri nessuna decisione definitiva, la trattativa è stata aggiornata a domani.

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