BOLZANO. Gli ambiti di intervento? Credito, consumo, agricoltura, gestione di asili nido, case di riposo ecc. (socio-sanitario), lavoro, casa. E ieri le tre principali organizzazioni che rappresentano la cooperazione in regione e 1.015 imprese - Coopbund Alto Adige, Raiffeisenverband e Federazione Trentina - hanno annunciato di aver unito le competenze per avanzare e collaborare insieme.

La casa, argomento caldo
Stefano Ruele - di Coopbund - dice che la questione dell’abitare è argomento del giorno. «Noi facciamo la nostra parte con le coop edilizie. Costruiamo abitazioni da 50 anni su tutto il territorio altoatesino - posso contare in tutto circa 1.500 case - dalle piccole realtà di paese da 6 alloggi ai grossi rioni Casanova, Druso est ecc. Ed il problema adesso è che non ci sono più terreni. Questa mattina consegniamo l’edificio di via Sassari costruito al posto dell’ex canonica Don Bosco - ma l’iniziativa è privatistica - abbiamo in corso l’operazione San Paolo ad Aslago - anch’essa privatistica - poi ci resta solo via Similaun».

Dopo un contenzioso lungo 30 anni tra Comune e gruppo Tosolini, si è arrivati infatti all’accordo. Sull’area tra via Similaun e via Ortles possono sorgere 40 alloggi di edilizia agevolata ed altri 30 potranno essere costruiti dalla Habitat di Tosolini, con parco pubblico e parcheggio. «In via Similaun - riprende Ruele - avremo questi 40 alloggi che non sono nulla rispetto alle attese dopo 10 anni di stop totale: 26 sono per i nostri soci, 9 per Agci e 5 Cooperdolomiti. Troppo pochi e poi in città non c’è altro. Al momento abbiamo 180 famiglie in lista ma viste le attese tanti rinunciano o si trasferiscono altrove perché Bolzano è cara. Tutti promettono spazi che forse salteranno fuori ma al momento però per noi non se ne vedono».

Sos persone svantaggiate
Ruele segnala poi problemi con le cooperative sociali di tipo B che gestiscono le persone svantaggiate (ex detenuti, alcolisti, tossicodipendenti ecc.). Alex Baldo - responsabile legale di Coopbund - spiega che la nuova normativa europea - che la Provincia è costretta ad applicare - limita fortemente i contributi. Se le persone con disabilità non saranno soggette a tagli i fragili di cui abbiamo appena parlato sì. Questione discussa ieri con l’assessora al sociale Rosmarie Pamer: «Speriamo - chiude Baldo - di trovare una soluzione. Ma non sarà affatto facile».

Il ricambio generazionale
Monica Devilli, presidente di Coopbund, spiega che le cooperative oggi non chiedono soltanto rappresentanza ma visione, competenze e accompagnamento. «Il nostro compito è aiutarle ad affrontare le sfide del cambiamento, favorendo innovazione, crescita e sviluppo, affinché possano continuare a creare valore economico e sociale per le nostre comunità». La sfida maggiore? «Il ricambio generazionale e la successione, temi importantissimi. Cresce la difficoltà delle imprese a passare il testimone alle nuove generazioni e dobbiamo lavorare per capire cosa possiamo offrire di più».

Coop sociali restano centrali
Per Devilli le coop sociali restano punto di riferimento centrale. «Noi rappresentiamo da circa cinquant’anni l’80% della cooperazione sociale in Alto Adige ed abbiamo capito che anche qui è cambiato tutto. La popolazione invecchia, le famiglie hanno sempre meno figli e cresce in maniera esponenziale la richiesta di aiuto nell’ambito socio sanitario, nel settore educativo, in quello culturale e dell’inserimento di persone svantaggiate. Una sfida sempre più importante».

La nuova collaborazione
Coopbund e Raiffeisenverband nei mesi scorsi hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che punta a rafforzare la collaborazione reciproca. Herbert von Leon, presidente Raiffeisenverband, dice che «le cooperative antepongono il "noi" all'"io". Con il nostro dialogo vogliamo creare una piattaforma in cui nascano idee, si condividano esperienze e si costruisca insieme il futuro».

Serve uno scatto in avanti
Per Renato Dalpalù - neopresidente della Federazione Trentina (130 anni di storia) - serve uno scatto in avanti: «Siamo percepiti come sistema vecchio, obsoleto, abbiamo problemi a bucare lo schermo in un momento in cui è sempre più difficile fronteggiare il libero mercato». Occorre lavorare insieme per proteggere i territori dalla finanza speculativa sempre più aggressiva. «Serve innovazione, sostenibilità, ricambio generazionale, digitalizzazione, formazione, attrattività del modello cooperativo e rafforzamento della cultura cooperativa».

«La cooperazione - chiudono Coopbund Alto Adige, Raiffeisenverband e Federazione Trentina - rappresenta oggi uno strumento fondamentale per affrontare le grandi trasformazioni economiche, sociali e demografiche del nostro tempo, generando sviluppo, occupazione, coesione sociale, inclusione e nuove opportunità di crescita, senza lasciare indietro nessuno».