BOLZANO. Smacco per la Svp. Salta la candidatura di Julia Unterberger per la presidenza del consiglio provinciale. Il tema slitta con ogni probabilità a marzo, ma per la consigliera non ci sono più speranze di prendere il posto di Dieter Steger. Le opposizioni l'hanno affossata. E soprattutto hanno messo a nudo il metodo con cui il partito di raccolta ha inteso arrivare alla votazione: ovvero quella che viene giudicata come una mancanza di confronto tra minoranza e maggioranza per un ruolo - la presidenza - ritenuto di garanzia. Ieri non si è neppure cercato di andare alla votazione, dato che le opposizioni sono rimaste ferme - come il giorno precedente - nella loro volontà di lasciare l'aula e fare mancare il numero legale. In sottofondo lo scontro sul regolamento del consiglio, con la Stella alpina che vorrebbe limitare l'ostruzionismo. «Ho sentito molti di voi dire che non sarei stata adeguata a esercitare la presidenza - così Julia Unterberger rivolgendosi ai suoi colleghi - ma io ritenevo importante rimediare a questa forma di ostruzionismo poco adeguata: vi propongo quindi di accordarci su un'esclusione di un uso inadeguato dell'articolo 92 del regolamento, e sul suo esclusivo uso così come previsto: se tutti i capigruppo firmeranno tale accordo, io ritirerò la mia candidatura». Risultato? Sessione di febbraio già finita, con la giornata di ieri interrotta da continue riunioni, ma senza trovare una soluzione. Facile che la Svp dovrà ripiegare su un'altra candidatura, tra quelle rimaste: da Noggler a Schuler fino alla stessa Thaler che però è stata indicata dal suo partito per la vicepresidenza del consiglio regionale. Rientrando in aula ha preso la parola Elmar Pichler Rolle. «Constatiamo che c'è una certa disponibilità al dialogo, per trovare un accordo affinché il consiglio possa di nuovo essere operativo e sarà necessario continuare con questo dialogo nelle prossime settimane: pertanto, chiedo che non si faccia un'ulteriore votazione, e che si rinvii la seduta", così il capogruppo Svp. Il vicepresidente Mauro Minniti ha accolto la richiesta di interruzione dei lavori, proponendo un incontro tra capigruppo nel corso della prossima settimana, anche in vista di un'eventuale seduta straordinaria del consiglio. La disponibilità di cui parla Pichler Rolle è quella per una revisione del regolamento da parte di Freiheitlichen, Verdi e Südtiroler Freiheit, che non permetta l'ostruzionismo sempre e comunque anche da parte degli «one man party».
Durante la seduta tutti i consiglieri sono intervenuti, per «impallinare» la Unterberger, rea di aver dichiarato di voler ridurre i diritti delle minoranze. «Non accettiamo che ci venga attribuita la responsabilità di interrompere i lavori del consiglio provinciale, che oltretutto non andrebbero avanti con disegni di legge della maggioranza, dato che essi mancano, ma solo con proposte dell'opposizione», così Sven Knoll della Südtiroler Freiheit. Concetto ribadito da Pius Leitner (Freiheitlichen). Donato Seppi (Unitalia) rivolto alla Unterberger: "Saremmo sprovveduti se appoggiassimo un consigliere dopo le sue dichiarazioni di intenti di voler estromettere dai lavori l'opposizione". Secondo Seppi «la gara per la presidenza del consiglio non si svolge in via Brennero, ma in quest'aula: pertanto, il dialogo si deve aprire». Hans Heiss (Verdi) rimarca come «l'opposizione non sia nata per fare ostruzione, anzi: per molti versi essa offre contributi costruttivi alle leggi della maggioranza, e con la sua presenza garantisce l'approvazione di disegni di legge di quest'ultima». Alessandro Urzì (Fli) sottolinea poi che il regolamento preveda una maggioranza qualificata di persone presenti al momento del voto, "e questo non a caso, ma perché la funzione di presidente del consiglio è di garanzia". Elmar Pichler Rolle evidenzia come il problema da affrontare non riguardava Unterberger, ma il regolamento del consiglio provinciale, che permetteva a singoli consiglieri di bloccare i lavori dell'aula. Ma nulla serve più. Per Julia Unterberger è la fine della corsa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA